Il dramma ad Andria: bottiglie di olio vendute a meno di 2 euro, “massacro per le aziende locali” anche per il resto della Puglia. Lo Stato intervenga per tutelare prodotti e produttori

“Trovare sugli scaffali della grande distribuzione organizzata un bottiglia di extravergine a meno di due euro è davvero sconcertante. Non ci sono parole per descrivere il massacro che si sta perpetrando a danno di olivicoltori e frantoiani” – cominciava così il comunicato stampa diffuso alcuni giorni fa a firma del consigliere regionale andriese Nino Marmo (Forza Italia) che proseguiva:

“Le Associazioni di categoria denunciano da tempo le speculazioni che condizionano il mercato dell’olio e che stanno prostrando gli agricoltori e i produttori. Anche i consumatori sono scarsamente tutelati perché non sempre il sistema dei controlli in termini di tracciabilità si mostra efficiente per scongiurare le azioni fraudolente e le contraffazioni. Resta il fatto che l’atteggiamento ribassista dell’organizzazione commerciale pone il serio problema della remunerazione e della stessa sopravvivenza degli olivicoltori, artefici primari e principali della filiera produttiva. Le accuse reciproche, soprattutto di Spagnoli, Italiani e Greci, rischiano di sfociare in una guerra tra poveri che potrebbe lasciare sul campodecine di migliaia di famiglie. Gli speculatori al ribasso sperano di sfruttare le controversie per stivare nei propri magazzini olio a prezzi assai vantaggiosi per loro da proporre alla GDO nei prossimi mesi”Marmo concludeva così la sua analisi sulla delicata questione:

“La Grande Distribuzione Organizzata fa il resto, potendo proporre sugli scaffali olio extravergine d’oliva a meno di 2 euro anche come prodotto ‘civetta’. Nell’attuale situazione, con un assessore all’Agricoltura in Puglia praticamente assente, rivolgo un appello direttamente al Ministro alle Politiche Agricole affinché intervenga per porre fino ad un vero e proprio scempio, facendo sentire la propria voce anche in Europa. Credo sia utile promuovere un accordo di filiera che stabilisca un prezzo minimo a garanzia del prodotto e del lavoro di quanti intervengono nei processi produttivi e distributivi. L’esperienza pugliese di qualche anno fa sugli accordi di filiera sortirono interessanti risultati e questo ci spinge a chiedere al Ministro di procedere in tale direzione”.