Il parlamentare pugliese Giuseppe L’Abbate: “M5S dice no all’accordo UE – Canada, a rischio prodotti dop pugliesi”

L’accordo di libero scambio che l’Unione europea intende sottoscrivere con il Canada, il cosiddetto CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), è giunto al processo di ratifica e vede una maggioranza parlamentare intenta a procedere spedita, tanto che il Trattato è già all’esame della Commissione Esteri del Senato.

 

È necessario fermare una liberalizzazione incontrollata che arrecherà ingenti danni alla nostra produzione agricola – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Pertanto chiediamo a Coldiretti, con cui abbiamo manifestato in piazza a Montecitorio contro questo accordo, di fare sul serio e raccogliere le firme dei parlamentari, soprattutto di quelli della maggioranza, affinché si indichino palesemente le intenzioni di voto”.

 

Chiara la posizione del Movimento 5 Stelle sul CETA. “Al di là dei singoli guadagni merceologici abbiamo sempre detto ‘no’ a questi accordi che non fanno altro che aumentare la globalizzazione, che ci ha reso tutti più uguali, ma più poveri – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – questo trattato ha determinato e determinerà una ulteriore perdita di valori, usi e costumi della nostra storia, con l’obiettivo di trasformarci da cittadini a consumatori. Val davvero la pena mettere a rischio le numerose produzioni Dop pugliesi? Sarà, pertanto, interessante sapere se i parlamentari pugliesi saranno d’accordo con il Governo Gentiloni, tra i più strenui sostenitori del CETA, o se piuttosto comprenderanno l’inganno di questo accordo che promuove il falso ‘Made in Italy’ e saranno anche loro per la bocciatura. Nell’iter parlamentare ovviamente – conclude L’Abbate (M5S) – promettiamo battaglia e presenteremo delle pregiudiziali di costituzionalità contro la ratifica, dal momento che il sistema per la risoluzione delle dispute tra Stati e investitori comporterebbe una limitazione di sovranità e democraticità delle scelte politiche”.