Il Restauratore andriese Marzano per il sarcofago del Cristo Sepolto della chiesa dell’Addolorata di Cerignola, spiraglio di luce e messaggio di nuova vita in questo difficile momento storico – foto e video

Importante opera di restauro compiuta dal M° Giuseppe Marzano (noto restauratore andriese, con ampio curriculum anche a livello internazionale) e dai suoi collaboratori. Obiettivo raggiunto: recuperare il sarcofago contenente la statua del Cristo sepolto, realizzata nel XIX secolo, ad opera dello scultore Antolini, allievo dei famosi Brudaglio, ospitato tra le mura della chiesa dell’Addolorata di Cerignola, per conto dell’omonima confraternita:

Per volontà di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Luigi RENNA Vescovo di Cerignola e Ascoli Satriano, è stato realizzato un sarcofagoligneo. Qui sotto alcuni scatti fotografici e brevi filmati che documentano le fasi di analisi e restauro dell’opera di interesse storico-culturale-religioso:

L’opera, commissionata al fine di custodire la preziosa statua del Cristo deposto, si ispira liberamente ai sarcofagi imperiali ravennati dei mausolei di Teodorico e Galla Placidia, adottandone la forma e l’architettura. Realizzata in legno dorato, ferro e vetro, il manufatto si compone di tre parti principali opportunamente decorate con alcuni degli stilemi classici che richiamano con i loro riferimenti le Sacre Scritture. In questi due video, il M° Marzano all’opera:

 

La Base è composta da un pannello contornato da una cornice a due ordini, uno convesso e l’altro concavo. Nella superficie convessa è stato scolpito un serto d’ulivo intervallato da lemnischi dorati sugli angoli e nelle mezzerie dei lati. Un altro momento della fase di restauro:

 Ogni angolo, da mezzeria a mezzeria,racchiude circa quaranta foglie di ulivo a simboleggiare i quaranta giorni del diluvio universale, i quarant’anni nel deserto del popolo ebraico e i quaranta giorni trascorsi da Cristo nel deserto all’inizio della sua predicazione.

Nella superficie concava è intagliato un motivo a rigatino intervallato da superficie liscia e superficie bulinata a simboleggiare i righi neri su sfondo bianco presenti nel tallit ebraico. Quest’ultimo èunpanno realizzato perlo più in fibra naturaleche ogni Ebreo praticante indossa in Sinagoga durante le feste e nel proprio turno di lettura e spiegazione delle Sacre Scritture. Il risultato del restauro:

La Vasca è composta da un piedistallo e da otto colonne che sorreggono altrettanti archi a motivo orientalea doppio archettola cui forma descrive la sagoma delle tavole della Legge, intervallati da otto oblò quadrangolari. Simbolo della Terra, con otto oblò circolari simbolo del Cielo. Tra le otto colonne che simboleggiano l’Octava Dies, una lastra di vetro lascia intravedere la bellezza della scultura del Cristo.

ll Coperchio, realizzato a forma semicilindrica, che corona con maestosità l’opera, presenta una particolare decorazione riferita agli antichi sarcofagi. Sul dorso e sui fianchi è stato intagliato un decoroa pelle di pesce,simbolo adottato dai primiseguaci di Cristo che fuggivano le persecuzioni, poichè l’acronimogreco si riferisce al Cristo Risorto. Il motivo ornamentale è intervallato da quattro margherite a otto petali, riferimenti numerologici alle Sacre Scritture. Sulla battuta mistilinea sono, invece, intagliati dei motivi a foglie baccellate con sottofoglia, riferimento al Paradiso Terrestre della Genesi. Da questa battuta, una grande lastra di vetro stondataconsenteuna stupenda vista dell’opera scultore a ottocentesca. Sui fianchi campeggiano una serie di clipei tortili sinuosi che simboleggiano la diffusione del Vangelo su tutta la Terra. Video:

Nei due fianchi corti del coperchio a forma di mezzaluna sono intagliati, in quello inferiore, gli strumenti della Passione, in quello superiore due figure angeliche dorate,inginocchiate e orantiche accolgono la croce e la corona di spine inscritte in un disco dorato,riferimenti all’Arca dell’Alleanzaeal Sacrificiodi Redenzione di Cristo chedàla Salvezzaeinstaura una Nuova alleanzatra Dio e l’Uomo. Ai piedi degli angeli, su una tabella romana, campeggia la scritta greca ΙΧΘΥΣ ΖΩΝΤΩΝ (GESU’ CRISTO FIGLIO DI DIO SALVATORE DELL’UMANITÀ). Composizione finale:

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