Il Sindaco di Andria si è ridotto veramente lo stipendio?

“Con determina dirigenziale n. 304 del 30/01/2019 la Dirigente del Settore Gabinetto del Sindaco ha impegnato la spesa per il mese di Gennaio 2019 relativamente alla corresponsione delle indennità di funzione al Sindaco, agli Assessori Comunali, al Presidente del Consiglio Comunale nonché per il riconoscimento dei gettoni di presenza ai Consiglieri Comunali. Tra circolari varie e norme richiamate in questa determina mi preme sottolineare alcuni dati di notevole importanza che certamente possono aprire una riflessione oltre che un pubblico dibattito non solo tra le forze politiche” – lo afferma in un comunicato il consigliere comunale andriese Antonio Nespoli (Forza Italia). 

“A seguito dell’approvazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale,” prosegue l’avvocato Nespoli nella sua analisi – “il Consiglio Comunale, nel novembre scorso, aveva deciso di dare un segnale concreto, di tipo solidaristico, ai suoi concittadini, attraverso la riduzione del 75% dell’importo del gettone di presenza dei Consiglieri Comunali (oggi rideterminato in euro 11,97) e la riduzione del 50% dell’indennità del Presidente del Consiglio Comunale (oggi rideterminata in euro 1.420,23 da euro 2.840,46)Dal Sindaco e dalla Giunta, invece, solo una misera, inadeguata, riduzione del 25% con propria delibera n. 177 del 18/11/2018. Poichè il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale ha richiesto ai cittadini notevoli sacrifici in termini di tagli di servizi essenziali ed aggravio di varie tasse e tributi, era giusto che la Politica rinunziasse a qualcosa, anche perchè coloro i quali chiedono ai loro concittadini sacrifici particolari è doveroso che abbiano dei comportamenti esemplari, sobri e trasparenti.

Tra l’altro, unitamente al Gruppo Consiliare cui appartengo, abbiamo proposto e fatto approvare un o.d.g. dal Consiglio Comunale finalizzato al ripristino del servizio INFORMAGIOVANI, interrotto dal 31/12/2018, proprio attraverso le economie di questi emolumenti ridotti. Devo constatare con profonda amarezza, oltre che sconcerto, che, a tutt’oggi, nulla è stato fatto. Perchè? E’ presto detto. Nel deliberato consiliare in cui si è approvato il Piano di Riequilibrio Pluriennale (n. 56 del 27/11/2018), anche con il voto del Sindaco Giorgino, è contenuto un indirizzo politico ben preciso ed inequivocabile: “si esprime indirizzo affinchè la Giunta, dall’esercizio 2019, disponga la riduzione del 50% dell’indennità attualmente in godimento del Sindaco e degli Assessori; inoltre, si propone di ridurre il numero attuale degli Assessori fino ad un massimo di 6 con eventuale , se necessaria, adozione di modifiche previste ex lege”.

Sulla riduzione del numero degli Assessori torneremo presto con uno specifico e successivo approfondimento politico. Quanto alla riduzione delle indennità attualmente in godimento del Sindaco e degli Assessori non vi è la minima traccia di atti finalizzati a dare attuazione a questo rilevante indirizzo politico espresso dal Consiglio Comunale e contenuto in un deliberato all’esame della Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali istituita presso il Ministero dell’Interno e poi della Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo Puglia. Questo costituisce un fatto grave, dal punto di vista politico, amministrativo e contabile. Che nulla si sia mosso sino a questo momento, lo attesta la stessa Dirigente nelle premesse della determina n. 304 del 30/01/2019: “rilevato che alla data odierna la Giunta Comunale non ha deliberato la riduzione del 50% dell’indennità del Sindaco e degli Assessori né è stato espresso alcun indirizzo in merito”La sovranità del Consiglio Comunale è stata dunque calpestata, a maggior ragione quando si tratta di procedere alla modifica di provvedimenti che richiedono solo una istruttoria amministrativa di qualche ora, in quanto basterebbe un indirizzo politico dello stesso Sindaco in tal senso. Non ce lo saremmo mai aspettati ed è un vero e proprio schiaffo ai cittadini” – conclude il consigliere comunale di centrodestra.