«A maggio 2025 le fonti rinnovabili di energia elettrica hanno raggiunto la capacità produttiva del 55,9%. La fonte rinnovabile a maggior capacità produttiva è costituita dal fotovoltaico, seguita, con forte distacco, dall’eolico, determinando così diminuzione della dipendenza da gas, petrolio e carbone. Sempre secondo TERNA (Trasmissione Elettrica Rete Nazionale), nello stesso mese di maggio, in diverse ore, le fonti rinnovabili hanno soddisfatto per oltre il 100% il fabbisogno di energia e sempre per quelle ore si è fatto completamente a meno della inquinantissima energia fossile (petrolio, gas, carbone). Fatta questa breve premessa introduttiva, viene facile chiedersi: “perché paghiamo un costo così alto dell’energia elettrica e continua ad aumentare?” Una fra le tante cause è il cosiddetto Sistema di Prezzo Marginale (SPM) che porta ad equiparare il costo bassissimo dell’energia prodotta dalle rinnovabili (fotovoltaico in primis) a quello altissimo del gas. Il costo dell’energia rinnovabile è bassissimo non dovendosi acquistare (1a fase ) carbone, petrolio, gas, per poi trasformarli (2 fase) in energia elettrica. Il gas è il fossile che costa molto ma molto di più, a questo va aggiunto il costo della trasformazione in energia elettrica, perciò il costo finale è elevatissimo, ed è a questo costo che si fa agganciare quello bassissimo dell’energia rinnovabile, che viene pagata molto ma molto poco ai produttori. Vien da pensare che all’attuale Governo questa situazione conviene moltissimo perché, oltre a guadagnare dalle rinnovabili, ci fa pagare tasse salate con l’IVA in bolletta. » – comincia così la nuova analisi dell’attivista ecologista andriese Nicola Montepulciano, il quale, attraverso un intervento inviato all’email di VideoAndria.com, ha proseguito:
«L’ottimo risultato del 55,9% raggiunto dalle rinnovabili è dovuto in particolar modo alla crescita degli impianti fotovoltaici, grazie al Superbonus e ad incentivi simili, che sono tanto odiati e vituperati dall’attuale Governo, che continua a criticare pur traendone enormi guadagni e, come dice un esperto, sta tagliando gli incentivi. Il consistente sviluppo delle rinnovabili ha avuto risultati del tutto utili all’ambiente: 1) la quota di energia prodotta dal carbone è ora appena dell’1%, 2) l’uso del gas è calato del 15% in confronto alla prima parte dell’anno, 3) l’importo di energia elettrica dall’estero è ora del 13,5%, ma solo per garantire un buon margine di sicurezza degli approvvigionamenti. Se si considera che i sistemi per accumulare energia elettrica di riserva per eventuali periodi critici vanno sempre migliorando, il futuro è roseo. Pochissimo rilievo viene dato alla realizzazione in Sardegna di impianti, all’avanguardia in tutta Europa, capaci di accumulare tutta l’energia rinnovabile in eccesso da immettere in rete in caso di necessità. Pensa, così, di raggiungere l’autosufficienza. Si vuole riempire la Sardegna di torri eoliche, deturpandola per sempre, per rifornire di energia elettrica le regioni settentrionali; queste, se ne hanno bisogno, possono benissimo deturpare i propri territori lasciando in pace l’isola. Si deve dare assoluta precedenza, non relativa, agli impianti fotovoltaici nei vari modi meno o nulla impattanti: edifici abitativi, capannoni industriali di vario genere, tetti di aziende agricole, tetti idonei delle scuole, cave abbandonate, le stesse aree abbandonate che non producono più energia elettrica da fossili e altro ancora e solo dopo ricorrere ad altre fonti rinnovabili fra cui torri eoliche.» – ha aggiunto Montepulciano che ha quindi concluso:
«Queste deturpano il paesaggio e tutti gli impianti di questo genere sono di proprietà di grandi gruppi pubblici o privati, prevalentemente settentrionali od esteri, ciò significa che i soldi delle nostre bollette, per la quota di energia eolica, finiscono nel Nord o all’estero e le tasse le pagano nelle città dove hanno sede. Continuano, così, ad arricchirsi a spese nostre e del nostro territorio che rimarrà deturpato per sempre. Col fotovoltaico autonomo, familiare, condominiale e CER ( Comunità Energetiche Rinnovabili) per autoproduzione e autoconsumo collettivo i soldi restano nel nostro Sud, cioè nelle nostre mani e, inoltre, cessa la strafottenza impositiva energetica, cioè, tasse. Evidente il timore di tutti, governanti compresi. Per incrementare l’autoproduzione di energia rinnovabile la Regione Puglia ha emanato il bando “ Avviso Pubblico di selezione di proposte progettuali finalizzate alla coatituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)”, pubblicato il 19 giugno 2025 (BURP n.49). Spero che anche qualche gruppo di cittadini andriesi possa costituire una Comunità Energetica Rinnovabile.» – ha concluso Montepulciano.
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