Inaugurata una scuola a Nairobi, il contributo della Diocesi di Andria

Bilancio della delegazione della Diocesi di Andria tornata dall’inaugurazione, a Nairobi, della scuola “ST. Comboni” la cui realizzazione è stata finanziata dalla raccolta di beneficenza a cura della stessa Diocesi e dal coinvolgimento di alcune associazioni missionarie.

“Partecipare alla realizzazione di questa scuola- si legge in una nota della Diocesi –è una sfida bella ed importante perchè la Diocesi ed i missionari vogliono inserirsi con una proposta educativa integrale. Ecologia Integrale, Educazione alla vita ed un corso su Leadership e servizio fanno parte delle materie extracorriculari che verranno offerti ai giovani studenti per i prossimi anni.”

L’occasione è stata propizia per visitare alcune realtà presenti in Kenia fortemente significative ed esemplificative anche per la nostra realtà. La delegazione, composta tra gli altri, dal vicario generale don Gianni Massaro, accompagnato da don Mimmo Francavilla, don Adriano Caricati e dai laici Domenico De Nigris e Franco Scarabino, ha visitato e poi i sacerdoti hanno celebrato l’Eucarestia presso la baraccopoli di Korogocho. E’ stata commovente la solidarietà resa visibile in particolare al momento dell’offertorio, in cui gli abitanti hanno dimostrato i valori umani ormai quasi scomparsi nelle moderne società.

Significativa anche la visita fatta al Centro di riabilitazione per ragazzi “Napenda Kuisci”, provenienti dalla baraccopoli di Korogocho che hanno sofferto violenze o fatto uso di droghe. I ragazzi presenti nel Centro trascorrono le loro giornate imparando a prendersi cura di sè attraverso il lavoro e lo studio. Accanto a “Napenda Kuisci” si sta costruendo un Istituto professionale dove i ragazzi nella fase finale della riabilitazione possono imparare mestieri capaci di garantire un futuro pressochè sicuro a quei giovani adulti.

La delegazione è tornata dal viaggio arricchita e consapevole che il Kenia, accanto a miseria e povertà, “determinate dall’arroganza dei paesi ricchi di questo mondo, possiede- conclude la Diocesi- valori e stili di vita, che in Occidente stiamo smarrendo.”