Incendi ad Andria: Bosco di Spirito pieno di melma solidificata di scarti oleari “altamente infiammabile ed inquinante” – le foto diffuse dal professor Martiradonna

Il prof. Francesco Martiradonna, Presidente delle associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” e “Nat. Federiciana Verde Onlus”, dopo aver accertato che il settore Foreste sapesse ritornare sul posto dell’incendio, e in comune accordo con gli operai dell’ARIF, è andato con la sua squadra a verificare l’entità degli incendi nelle due località. Arrivati prima a cariati si evidenzia che oramai era bruciato un piccolo seminativo, quindi si sono diretti in Contrada Abbondanza. Arrivati sul posto si evidenziano che bruciavano i succhioni di ulivo tolti dalla ceppaia dell’albero e stava governando il fuoco il contadino.

Martiradonna ha dunque contattato SOUP relazionando il tutto. “Qui l’ambiente è abbandonato a se stesso, perché anche le istituzioni amministrative sono assenti. Mi spiego: tutto il promontorio della Contrada Bosco di Spirito, è pieno di rifiuti e/o melma solidificata e questa quando prende fuoco non la di può spegnere facilmente, cioè resta accesa sino l’esaurimento del combustibile, che produce grandi inquinamenti di polveri sottili e quindi anche di tipo atmosferico. Le fiamme, sono presenti in quel sito da oltre 4 giorni e non sappiamo se quelle di ieri si spegneranno in pochi giorni, con un ulteriore danno all’ambiente. Ieri 10 luglio alle ore 17,00 circa, arrivati sul pianale del Maniero si constata che in quella contrada si sprigionano dei fumi biancastri all’orizzonte, quindi ci accodiamo all’Arif e quando arriviamo si evidenzia tutto quello che è stato detto, cioè l’incendio non era altro che lo sviluppo delle fiamme che si sprigionano da quello materiale di scarto prodotto dalla molitura delle olive, per ricavare l’olio.
Erano presenti nell’attività AIB18, oltre la nostra squadra Federiciana, l’ARIF Settore Foreste Regione Puglia, il DOS dei Vigili del Fuoco e gli agenti Carabinieri del CFS”.

“Su tutto il promontorio sono stati riversati a macchia di leopardo i liquami solidi della molitura delle olive. Quindi posso esternare quasi pieno e se non si bonifica, arriveranno a ripetizioni incendi come questi che si sono sviluppati sino ad ieri. Pensate che per spegnere solo una parte dell’area incendiata hanno utilizzato una cisterna d’acqua e per continuare a spegnere, ho dovuto portarli, dopo l’esaurimento dell’acqua, a riempire la cisterna del modulo presso l’azienda MAGNO, cosi potevano ritornare a tentare di spegnere le fiamme che i rifiuti producevano quei rifiuti, che ardendo sprigionavano ricche particelle di polveri sottili. Mentre si stava riempiendo la cisterna del modulo dell’ARIF, TUTTI hanno avvistato delle coltri di fumo all’orizzonte in direzione di Cariati e Abbondanza. Lo scrivente telefona alle 19:45 alla SOUP relazionando il tutto chiudendo l’intervento e poi faceva ritorno in sede”. 

“Arrivati prima a cariati si evidenzia che oramai aveva bruciato un piccolo seminativo, quindi si sono diretti in Contrada Abbondanza. Arrivati sul posto si evidenziano che bruciavano i succhioni di ulivo tolti dalla ceppaia dell’albero e stava governando il fuoco il contadino. Lo scrivente telefona alle 19:45 alla SOUP relazionando il tutto chiudendo l’intervento e poi faceva ritorno in sede” – conclude Martiradonna. Infine, nella giornata di ieri 12.07.18 nel pomeriggio, dopo le 15, sono intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco a spegnere il materiale di scarto con gli schiumogeni. Il prof Martiradonna sospetta che ad essere bruciati possano essere anche Guaina bituminosa (rifiuti speciali) potenzialmente cancerogeni.