Incendi nelle campagne di Andria: bruciano anche copertoni e auto – “fumi nocivi per la salute dispersi nell’aria” – FOTO

Nella giornata di ieri 9 giugno alle ore 12,00, la ronda composta da Francesco Martiradonna, Lorena Leuci e Riki Santo, mentre si recavano alla Provincia hanno riscontrato che al Km. 45 della SP 231 all’uscita per il Castel del Monte si sviluppava un incendio che impediva la visibilità alle auto che transitavano dalle due corsie.
Dopo aver avuto l’incontro con il Maggiore Nicola Altamura comandate della Polizia Provinciale e relazionato l”incendio incontrato, il Maggiore invita la ronda a recarsi sul posto per spegnere.

Lo scrivente, Francesco Martiradonna, si è recato sull’incendio con il modulo AIB alle ore 12.45 e sul posto erano arrivati in contemporanea al Ns. ronda i VVF con due mezzi il Ford e APS. Martiradonna, con il capo squadra dei VF, si è concordato in modo da operare insieme tutti i mezzi per spegnere gli incendi sviluppatosi dal dorso della strada a finire sin giù all’abitazione, dove il fuoco ha innescato tutte le piante conifere e auto e copertoni questi hanno liberato nell’aria tante polveri sottili che lasciavano sia i volontari che i VVF senza respiro.

Le fiamme che circoscrivevano l’area sottostante al dorso avevano innescato con le fiamme degli elementi depauperanti altamente inquinanti.

Nei fatti, si è verificato lo stesso fenomeno che avvenne tre anni fa quando i volontari federiciani erano intervenuti allo spegnimento delle piante che si erano incendiate lungo il bordo della strada SP231, e anche all’ora quello che si trovava sotto il sottosuolo si incendiò liberando nell’atmosfera tante polveri sottili che difficilmente chi passava, degli automobilisti, poteva tenere il finestrino dell’auto aperto perché l’aria era irrespirabile perchè malsana.

“Anche quest’anno è accaduta la stessa cosa” – ricorda Martiradonna – “infatti non è stata data nessuna autorizzazione ai volontari per spegnere l’incendio in quel sito, perché il fumo che si sprigionava dal sottosuolo non poteva essere respirato. Lo scrivente che ha fatto alcune riprese e voleva costatare se si riusciva a identificare la causa di tale fumo è stato poi colto da un mal di testa“.

Qui sotto un breve video girato durante un momento dell’operazione:


Incendi nelle campagne di Andria: bruciano… di VideoAndria

un’altra foto scattata durante l’operazione di spegnimento:

Lo scrivente alle 16, circa allo spegnimento di quasi tutta la zona ha chiesto al ROS di essere libero e di rientrare. La risposta affermativa di poter rientrare lo scrivente con i volontari sono partiti dal sito in oggetto e appena hanno effettuato cento metri, verso il canale di Ciappetta Camaggio hanno avvistato un altro incendio all’interno dell’oliveto. La ronda immediatamente con il naspo dove oramai le fiamme avevano intaccato gli alberi sono intervenuti riducendo i danni alle colture. Le fiamme hanno danneggiato oltre 25 alberi e per fortuna ci sono stati lievi danni solo alla ceppaia.

Martiradonna alle 16,00 chiama la SOUP e gli esterna l’estensione dell’area in oggetto Ha 0,500 e le coordinate 41°12’23’’N & Long. 16°18’3’’E con una altitudine 180 metri dal livello del mare. Alle ore 18:00 lo scrivente riceve una telefonata dal proprietario dell’abitazione che ha subito l’incendio ed esternava che in diversi punti le fiamme si erano rigenerate specialmente quello che si trova sotto il livello della terra. Martiradonna ha quindi contattato il Comandate della Polizia Provinciale per relazionare tutto l’intervento, compreso il comunicato con la SOUP.

 

Ieri pomeriggio il sig. Riccardo Zingarelli ha chiamato alla segreteria alle ore 18:15 per un comunicato di rigenerazione dell’incendio sulla SP 231. La ronda si è recata per constatare l’entità dello sviluppo incendio ed ha notato che la sua rigenerazione è avvenuta in quel punto dove c’è stato il rivestimento della bio-massa della molitura delle olive. Inoltre a quel punto è evidente che l’incendio si rigenera facilmente. È logico quindi che in quel punto è sono stati riversati gli scarti della bio massa e anche i liquami della molitura delle olive.

Il prof Martiradonna evidenzia che domani, per chi legge, vedrà ancora del fumo che testimonia il rigenerarsi degli incendio della bio-massa. “Questo sito per il titolare del fondo, è un punto di discarica abusiva che è diventato un modo di guadagno illegale disonesto è facile. Dopo dieci minuti sono arrivati i VVF dove hanno spento alcuni focolai. E hanno insistito su quello che si sprigionava da sotto terra. La ronda ha poi fatto rientro in sede alle ore 19,00″ – ha dichiarato Martiradonna.

Altre immagini fotografate sul posto dalle guardie federiciane:

uno dei veicoli utilizzati per l’operazione di spegnimento:

un altro momento dell’operazione:

gli uliveti siti in zona:

il fumo ha intaccato alcuni alberi di ulivo:

dettaglio:

altre immagini: