Incendio distrugge 200 ettari di vegetazione a Minervino Murge: spento da volontari andriesi a bordo di Fiat Panda – “eravamo assetati, senza acqua e senza rifornimento” – FOTO

Il prof. Francesco Martiradonna, Presidente Provinciale e responsabile locale del gruppo di volontari aderenti alle associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” e &-“Nat. Federiciana Verde Onlus”, comunica che lo scorso 6 agosto la ronda Federiciana, alle ore 16,30 stava percorrendo la mediana quando ha scorto verso l’orizzonte, in direzione Minervino Murge, due coltre di fumo. Martiradonna ha quindi contattato la Soup alle ore 17,00 chiedendo loro se in quella direzione succitata ci fossero degli incendi. L’operatore risponde che Minervino Murge erano in atto ben tre incendi di diversa località. I volontari si sono diretti in territorio di Minervino Murge e mentre percorrevano la strada che porta a Piana Padula scorgono una coltre di fumo che si innalzava dalla torre della collina ove è presente un ripetitore. Area individuata nelle seguenti coordinate: 41°05’07.4″N 16°06’03.5″E.

- Prosegue dopo la pubblicità -

- Prosegue dopo la pubblicità -

Arrivati sul posto i volontari hanno constatato che gli incendi erano due: uno adiacente alla Murgia e con tutti gli avvallamenti e canali, l’altro in direzione SP 23O & R 6.

Vista l’ampiezza del fronte e area boschiva i volontari si sono diretti nel seguente punto, le coordinate: Lat. 41°04’24.9″N Long. 16°05’42.2″ e operando con i soffiatori e flabelli. In quel punto i volontari hanno trovato il trattorista di una masseria che effettuava delle grandi precese e un pastore del posto. L’incendio ha distrutto una considerevole parte della vegetazione murgiana:

- Prosegue dopo la pubblicità -

Lo scrivente alle ore 18,20 chiama la SOUP e presenta le coordinate e la situazione del caso e comunica che la FEDERICIANA stava operando con i soffiatori, che più avanti c’erano altri volontari del posto con i nebulizzatori e che verso l’area boscata c’erano altri operai, si presume quelli dell’Arif, che stavano spegnendo con i soffiatori. “In molteplici occasioni noi volontari siamo stai circondati dalle altissime fiamme e per nostra abilità siamo riusciti indenni dai mulinelli che si creavano nelle lame e le alture dei pianali” – ha poi osservato il prof. Martiradonna. Un momento dell’operazione:

I volontari hanno operato sino alle 20,30 circa perché avevano terminato il carburante e “non c’era nessuno che poteva rifornirci e poi anche perché dovevamo uscire fuori dal canale boschivo perché volgeva la sera e poi le fiamme stavano avanzando in modo copioso verso il mezzo della Nat. Federiciana Verde” – ricordano. Martiradonna ha quindi chiamato nuovamente la SOUP comunicando l’estensione approssimativa di Ha 200 e chiedendo di lasciare il posto per i motivi succitati.

“Prima di lasciare Minervino”, ricorda Martiradonna – “ci siamo incontrati con L’assessore Comunale di Minervino Murge che ci aveva incaricato di recarci al Comando dei Carabinieri per poi da lì attingere ad avere dell’acqua che nessuno ci aveva fornito. Dopo aver assolto al compito di comunicare l’ambasciata dell’assessore al Comando dei Carabinieri e visto che l’acqua era terminata ci siamo recati alla fontana per dissetarci, per toglierci quella sete accumulata nelle quattro ore circa di intervento. Siamo rientrati alle ore 21:30 e l’incendio era ancora in atto”.