Incendio distrugge piante autoctone tra Andria e Minervino ma nessuno interviene, ennesimo scempio – VIDEO

Ennesimo incendio sull’Alta Murgia ad opera dell’uomo, ennesima segnalazione del prof. Francesco Martiradonna (Presidente Provinciale e responsabile territoriale delle associazioni di volontariato “Ambiente e/è Vita Onlus” e “Nat. Federiciana Verde Onlus”). Stavolta la triste scoperta è stata effettuata sul pianale di Castel del Monte lo scorso 8 ottobre.

Erano le ore 17:30 circa quando la ronda guidata dal prof. Martiradonna, ha intravisto del fumo che si innalzava da contrada Pozzelle, Monte della Croce e Coleti, territori di Andria e Minervino Murge. “Arrivati sul punto più alto” – racconta Martiradonna – “abbiamo visionato l’andamento, con i suoi avanzamenti, dell’incendio, anche perché non si poteva fare altro, se non chiamare La SOUP e 1515”.

Questo i punti degli incendi con le coordinate: 1 – Pozzelle Lat. 41°05’19.9″N long. 16°11’34.6″E ; 2- 41°04’49.4″N 16°12’05.3″E; Contrada Stricchio Lat. 41°04’49.4″N & Long. 16°11’24.6″E; 3- Lat. 41°04’26.5″N Long. 16°11’54.7″E cioè sullo stesso promontorio sono stati innescati in diversi punti altri incendi. Un VIDEO diffuso da Martiradonna:

“Come succitato la ronda non poteva fare altro che chiamare la SOUP e inviare loro le coordinate e inoltre esternato che questi individui malavitosi dell’ambiente sono recidivi nell’incendiate la vegetazione autoctone del posto specialmente quelli che si trova nei canali e /o lame”. L’appello del prof. Martiradonna, olte a forze dell’ordine ed organismi della Protezione Civile regionale, è rivolto anche alle autorità politiche ed istituzionali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia:

“Occorre che questo scempio venga fermato anche perché si dà un’immagine debole da parte delle istituzione del parco in questi posti. Dal fine mese di settembre a oggi sono stati sviluppati cinque incendi, quelli avvistati, e alcuni di questi spenti e poi innescati di nuovo. Si deve usare lo stesso metodo di repressione in tutti i sensi. Voglio ricordarvi che quando il mondo venatorio era presente in questi luoghi, difficilmente questi individui, commettevano degli illeciti verso l’Ambiente, anche perché erano presenti, per il controllo venatorio, le guardie specifiche giurate volontarie e gli agenti delle Province. Quindi datevi una regolata per soffocare questo eccidio di piante autoctone della Murgia”.