Indennizzi talidomide, Benedetto Fucci: “si conclude lungo percorso”

“La firma da parte del ministro della Salute sul decreto che da attuazione alla norma, frutto di un lungo lavoro parlamentare, che allarga gli indennizzi alle persone affette da sindrome di talidomide è un segnale definitivo atteso da tempo. Ricordo che alla Camera abbiamo esaminato, nella commissione Affari sociali, i disegni di legge in materia di cui sono stato relatore. Poi la norma, che estende gli indennizzi ai nati negli anni 1958 e 1966, prima ingiustamente esclusi, ha trovato definitiva approvazione nel decreto-legge sugli enti locali dell’estate 2016. Ho sempre parlato di un’operazione di giustizia, che oggi finalmente diventa concreta”.

Lo afferma in una nota Benedetto Fucci, deputato di Direzione Italia nella commissione Affari sociali della Camera.

La talidomide è un farmaco che fu venduto negli anni cinquanta e sessanta come sedativo, anti-nausea e ipnotico, rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza. Si trattava di un farmaco che aveva un bilancio rischi/benefici estremamente favorevole rispetto agli altri medicinali disponibili all’epoca per lo stesso scopo (i barbiturici).

Prodotto in forma di racemo, venne ritirato dal commercio alla fine del 1961, dopo essere stato diffuso in cinquanta paesi sotto quaranta nomi commerciali diversi, fra cui il Contergan. Il ritiro fu dovuto alla scoperta della teratogenicità di uno dei suoi enantiomeri: le donne trattate con talidomide davano alla luce neonati con gravi alterazioni congenite dello sviluppo degli arti, ovvero amelia (assenza degli arti) o vari gradi di focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti), generalmente più a carico degli arti superiori che quelli inferiori, più spesso bilateralmente, pur con gradi differenti.