La bufala del furgone bianco che rapisce i bambini fa il giro dei social, una signora effettua una denuncia ma è tutto falso – VIDEO

E’ stata diffusa poche ore fa, come uno scherzo “sempreverde” e funziona ancora: tra Bari e la Provincia di Barletta – Andria – Trani (ma non solo) circola sugli smartphone ancora la storiella di un ipotetico “furgone bianco” con all’interno un misterioso soggetto (o misteriosi soggetti a seconda della chiacchierata da bar) che avrebbe come scopo quello di rapire bambini. Ovviamente si tratta di una bufala.

Uno scherzo di cattivo gusto diffuso evidentemente da chi ha poco da fare durante la giornata.

Fortunatamente, anche grazie al nostro innovativo sistema di segnalazione mobile siamo riusciti in tempo ad avvisare i cittadini della bufala in circolazione (a tal proposito ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui.

Per farvi capire quanto questa falsa notizia sia stata diffusa anche in altre circostanze, vogliamo ricordarvi un caso avvenuto in Sicilia circa un mesetto fa quando un messaggio vocale sul rischio adescamento di minorenni ha provocato in provincia di Ragusa allarmismo tra un gruppo di mamme. Si parlava di un furgone bianco che girava fotografando bambini ma dagli accertamenti della polizia non è emerso nulla. Il VIDEO:

Un fatto analogo infondato (segnalato dal giornale Libero), ma stavolta proveniente dalla strada e non dai social, fu diffuso nel 2016 in Lombardia, e in particolare nel comune di Verua Po, quando un cartello “disinformativo” venne distribuito in città causando panico e confusione tra la popolazione:

 

Quella del “furgone bianco”, quindi, rappresenta una vera e propria presa in giro ai danni dei cittadini che in realtà sembra abbia radici molto vecchie. Il racconto pare fosse già stato diffuso agli inizi degli anni 2000, ma all’epoca l’allarme fu ridotto perché non vi era possibilità di comunicazioni dirette come invece accade oggi con le app sugli smartphone.

All’epoca i social erano solo una teoria fantascientifica e pochi sarebbero riusciti a smentire la falsa informazione.

Un’arma a doppio taglio, quella tecnologica, che permette in poco tempo la circolazione anche (purtroppo) delle false notizie ma al contempo delle vere notizie in grado di smentire le stesse. Ci dissociamo anche da chi, in maniera ipocrita, critica coloro che tentano di diffondere informazioni sugli smartphone: dalla segnalazione di episodi o di disservizi, quella delle segnalazioni su Whatsapp o su Telegram risulta uno strumento eccezionale che ci permette in molti casi di risolvere grandi problematiche.

Gli idioti ci saranno sempre, sia su Whatsapp, che per strada che sulla tastiera di un computer. Basta solo informarsi correttamente con più fonti prima di condividere una news. Demonizzare uno strumento, come del resto è accaduto per i “furgoni bianchi”, non ha senso ed è un segnale di poca accuratezza di pochi soggetti aspiranti informatori.