La consigliera comunale andriese Daniela Di Bari: “una politica di relazioni, oltre le tensioni”

“Ecco, cari amici, venerdì sera mi sono incamminata verso la sala consiliare, per partecipare al Consiglio Comunale, accompagnata dalla frase “È tempo di imparare a danzare relazioni” (Sergio Manghi – su Animazione Sociale); ho deciso di partecipare alla discussione in aula con la rinnovata consapevolezza che il dialogo e le relazioni sono parte di noi: nasciamo da una relazione d’amore nella pienezza” – ricorda la consigliera comunale andriese Daniela Di Bari ( dopo l’ultimo consiglio comunale.
“La proposta di delibera portata al Consiglio,” – prosegue la Di Bari – “sin dal lavoro delle commissioni, mi ha dato l’opportunità di cogliere lo spirito messo in campo dall’iniziativa del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, quello, cioè, di stimolare il più possibile i territori a definire solide progettualità d’area per sviluppare interventi di valenza sistemica e di intelligenza collettiva, capaci di incidere efficacemente sulla crescita dei territori qualificando l’identità e la reciprocità”.
“Il clima, sin dalle prime fasi è risultato più complicato, ha posto nuovi interrogativi che si intersecavano però su un registro di rimandi di responsabilità tra noi e voi, passando per esperienze di decisioni prese o non percorse, tra il tirarsi fuori e l’esserci pienamente che hanno portato la discussione verso picchi di suoni per i quali non ero preparata.
Sinceramente non mi aspettavo un clima di tensioni elevato attorno ad un progetto di scala nazionale preposto a stimolare i territori alla progettazione per la valorizzazione e la gestione integrata dei beni, delle attività culturali e del paesaggio, integrandolo con le altre risorse identitarie dei territori come le attività produttive, i servizi, le tradizioni e i valori immateriali delle nostre comunità”.
“Sicuramente il clima di incertezza delle prospettive di guida politica nella nostra città contribuisce ad inasprire tensioni interne e offre il fianco consegnando un equilibrio precarioCiascuno, portatore di buoni propositi, porta in se il desiderio di fare bene, di proporre il bene per la città, nutre la capacità di aspirare, e, le parole, i modi, lo stile per comunicare, soprattutto nei luoghi belli dell’esercizio della partecipazione alla vita democratica, sono sostanziali”.
“Mi piace soffermarmi ancora un poco, comunicando non il disagio vissuto durante il consiglio, ma provando a richiamare la parte positiva e i pensieri espressi estrapolandoli dalla forma che non ho condiviso”.
“È tempo di imparare a danzare relazioni” …l’esercizio di qualificare l’ascolto e il lavoro di ciascuno, nei luoghi di dialogo e di lavoro, diventa fondamentale perché i percorsi e le azioni siano il più possibile inseriti nel tessuto relazionale e di decisione per agire sui punti di debolezza nei sistemi di governance e perché ogni percorso si connoti con il “noi”.
“È tempo di imparare a danzare relazioni” …diventa di primaria importanza, in tutte le fasi della progettazione, della definizione delle strategie, degli interventi, del monitoraggio dei risultati, procedere con iniziative volte a favorire una più autentica partecipazione di quanti abitano i territori, auspicando azioni più incisive di partecipazione dal basso”.
“È tempo di imparare a danzare relazioni” …tendere, sempre più, a creare un tessuto territoriale carico di scambi e di relazioni, dove gli scambi e le relazioni tra città, tra territori, tra persone siano forti, perché diversamente le città si impoveriscono”.
“È tempo di imparare a danzare relazioni” …è prioritario riconoscersi comunità armoniosa, operosa, ed in conversione verso relazioni belle e vere capaci di scorgere e sognare l’intreccio di sguardi per vedere possibilità e crescere, e camminare, e avanzare, e danzare insieme”.
“Quei frammenti di verità di cui ciascuno è portatore devono trovare accoglienza reciproca negli spazi affidati dalla democrazia, insieme all’impegno di portare a pieno compimento le scelte realizzando così il continuo divenire verso un futuro che è presente: adesso è il tempo!”