La piscina comunale di Andria continuerà a funzionare: presentata la proroga in attesa del nuovo affidamento

“Non si può privare la cittadinanza di un servizio come la piscina comunale, cosa che peraltro metterebbe a rischio anche decine di posti di lavoro. Per questo, ho ritenuto di presentare ieri, in Consiglio comunale ad Andria, un ordine del giorno per autorizzare la proroga all’attuale gestore della struttura fino a quando non sarà pronto il bando per il nuovo affidamento”. Lo dichiara il consigliere regionale e comunale, Nino Marmo di Forza Italia.

“La proroga tecnica –aggiunge- non è stata concessa dagli uffici e, quindi, la struttura è stata chiusa per qualche giorno. Una situazione che non poteva durare, non solo per non interrompere la fruizione del servizio da parte dei cittadini: infatti, oltre ai circa trenta dipendenti il cui posto di lavoro va tutelato prioritariamente, c’è anche la questione dei costi per la struttura. Chiudere la piscina per settimane significa, per la pubblica amministrazione, dover affrontare spese maggiorate per la manutenzione prima della riapertura. Così, -conclude Marmo- riteniamo di aver risolto la questione. Siamo soddisfatti a condizione che ora l’amministrazione faccia presto”.

Daniela Di Bari (Lista Emiliano): “in arrivo un nuovo pasticcio targato Giorgino”

“Se volessimo riassumere in due parole la seduta consiliare di ieri, queste sarebbero “disordine amministrativo”. Proprio lo stesso che ha caratterizzato gli ultimi anni di amministrazione Giorgino e che ha ridotto il Comune di Andria nello stato che tutti conosciamo. Pari pari, la sciatteria che è stata usata fino ad oggi per governare la nostra città, è stata usata ieri sera per gestire la faccenda piscina comunale” – dichiara la consigliera comunale Daniela Di Bari (Lista Emiliano). 

Il contratto di gestione della piscina era scaduto nel 2016. In seguito è stato prorogato fino al 2017 con una “proroga tecnica”. Una “proroga tecnica”, come è noto, è una soluzione eccezionale a cui si ricorre in caso di necessità di assicurare un servizio. Dopo una proroga tecnica sono impossibili, per legge, altre proroghe, ed è necessario che sia pronto il bando per il nuovo affidamento. Neanche a dirlo, questo bando – pur avendo avuto la maggioranza DUE ANNI per scriverlo – non è risultato pronto.

Ci si è ritrovati allora nella situazione di stallo per cui la piscina non può chiudere, il nuovo bando non è pronto e il vecchio non può più essere prorogato. È stato per tentare di uscire da questa situazione che ho personalmente proposto un emendamento alla delibera nelle more dell’espletamento per l’aggiudicazione della gestione della piscina. La proposta era affidare – solo per la stagione invernale e fino ad assegnazione a seguito della gara pubblica – la gestione della piscina alla Multiservice.

Questa è la società di servizi in house del Comune di Andria che valutati il carattere di urgenza, occasionalità e temporaneità in una situazione di vacatio gestionale, avrebbe potuto occuparsi di operazioni simili. Tale affidamento avrebbe permesso di salvaguardare il lavoro, la struttura, gli impianti, l’utilizzo nella fase transitoria fino alla definizione e aggiudicazione della piscina comunale a seguito della gara pubblica senza contravvenire alle prescrizioni di legge.

Tale proposta, come sempre questa amministrazione ha fatto con tutte le proposte dell’opposizione, non è neanche stata presa in considerazione. Cosa ha fatto la maggioranza? Si è ricordata (chissà perché solo ora) che il contratto prevedeva un affidamento di 9 anni + 2. Sulla base di questo, ha impegnato con una mozione urgente l’assessore l’amministrazione e il dirigente responsabile a prorogare ancora la gestione. Ma dopo una proroga tecnica si può prorogare ulteriormente? Non ci è stata comunicata in consiglio questa fattibilità.

Ecco allora in arrivo un altro pasticcio targato Giorgino, che farà sprofondare tutta la faccenda in pastoie legali e amministrative, col solo risultato di prendere tempo ancora, di restare nella confusione, di privare i cittadini di un altro servizio che funzionava benissimo e divenuto parte integrante del tessuto sociale della città” – conclude la Di Bari.