La vita della Podolica sull’Alta Murgia ai tempi del ritorno del lupo – VIDEO

“Sono stato impegnato nell’azienda Magno, con i miei ragazzi volontari, oggi 13.01.17 pomeriggio alle ore 16 per un recupero e registrazione di vitelli di razza Podolica” – ci fa sapere il prof. Francesco Martiradonna, Presidente Provinciale, Responsabile Legale del Nucleo delle G.P.G.V. Zoofila, Ittica, Ambientale, Venatoria, Ecologica, dell’Associazioni consorziate con “Ambiente e/è Vita Onlus. Il quale ci ha inviato questo VIDEO:

Origine e zona di diffusione:

E’ – tra le popolazioni bovine cosiddette Podoliche, giunte nel nostro Paese dall’Oriente asiatico – quella che maggiormente mantiene le caratteristiche originarie. Allevata soprattutto in Puglia, ha preso il nome di Pugliese ma, fino agli anni ’50, ha avuto una notevole diffusione in tutto il Paese. Attualmente, malgrado la sua rusticità ed una discreta produzione di carne e di latte, è ridotta a pochi esemplari allevati in alcune zone depresse dell’Italia centro-meridionale.

Caratteristiche morfologiche
Mantello di colore grigio nelle femmine, più scuro nei maschi.

I vitelli dalla nascita a 4-6 mesi sono fromentini.
Mucose e cute pigmentate nere.

Gli unghioni (duri) non sono neri e non sono così robusti come nella Maremmana.
Le corna lunghe (70 ed anche 100 cm) e caratteristiche si presentano a semiluna nei maschi e a lira nelle femmine.

Altezza media e con pesi non elevati.
Caratteristiche produttive

Carne di buona qualità. Originariamente razza da lavoro e secondariamente latte. Ha un eccezionale capacità di adattamento ad ambienti difficili ed una straordinaria capacità di usare risorse alimentari che non potrebbero essere sfruttate diversamente (pascoli cespugliati, stoppie, macchie, foglie di essenze arbustive, ecc.). Ha bisogno di pochissime cure da parte dell’uomo. Produzione di latte anche eccessiva per vitello (in genere vengono munte). Con il latte della Podolica si produce un ottimo caciocavallo.

“Dovete sapere,” – ricorda il prof. Martiradonna – “che nell’azienda sita in contrada Pozzacchera, dove esiste un allevamento alla stato brado di questa razza come quello del Gargano, sta accadendo un fenomeno di predazione da parte dei lupi, che sono sempre più numerosi. Questa deduzione è affermata dai continui avvistamenti. Quindi ritorniamo alla nascita dei vitelli cioè questi quando vengono al mondo, sono lasciati sul posto, e la mamma poi continua a pascolare, ritornando da loro solo per allattarli”.

asinelli nell’azienda

“Le mucche podoliche non sono decise a tutelare i figli perché devono pensare ad accumulare sostanze nutritive per produrre il latte che servirà per l’allattamento del figlio. Solo che tre e/o quattro di queste mucche non hanno più trovato il figlio dove sono stati lasciati e a nulla sono valsi i richiami con il muggito, perché, deduzione logica, sono stati predati dai lupi anche perché all’interno dell’azienda non vi è possibilità di accedervi”. 

“Questo ha esternato il sig. Magno Giuseppe – dai loro continui richiami sono andato sul posto per accertare cosa fosse accaduto, e quando sono arrivato sul posto, in alcuni punti, ho trovato solo la placenta ma non il vitellino, quindi ho dedotto che questi non lì troverò più perché, i lupi gli hanno predati. Ho pensato, visto che le mucche gestanti in attesa sono quasi cinquanta, di raggrupparle nel recinto della stalla dove sono più tutelati sia i piccoli che le gestanti”.

Un volontario con un agnellino

Visto che i volontari erano lì si sono prodigati a catturare i vitellini per poi mettergli i cartellini di identità per il riconoscimento dalla data di nascita e della madre.

In questi giorni occorre trovare le mucche che devono partorire ed eventuali vitellini prima che vengano predati. Tre giorni fa lo scrivente con il gruppo volontari hanno individuato all’estremità dell’azienda delle impronte di lupo. Certamente un maschio enorme visto l’ampiezza dell’impronta, misurava cm 12 e queste giungevano dall’alto piano dell’azienda.