L’Autorità Garante contesta i bandi della Direttiva UE “Bolkestein” e mette in discussione i criteri di assegnazione. Comuni in difficoltà

“L’Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati esprime un parere sull’Intesa che prevede l’assegnazione dei posteggi agli ambulanti mediante la pubblicazione dei bandi. Lo fa con una nota/parere del 15 dicembre scorso, inviandola al Ministero dello Sviluppo Economico, alla Conferenza Unificata Stato Regioni ed alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, contestando i criteri e le procedure con i quali i Comuni stanno procedendo nell’applicazione della Direttiva Bolkestein – fanno sapere dall’associazione di categoria Unimpresa Bat. 

 

“Un provvedimento” – proseguono da Unimpresa Bat –che interviene come una bomba ad orologeria mentre i comuni sono già in fortissimo ritardo sugli adempimenti. Un provvedimento emanato dal Garante che scombussola anche i “piani” di chi è restato immerso in un silenzio raccapricciante durante questi tantissimi anni.

Oggi anche quei sostenitori accaniti della Direttiva, stranamente appartenenti a comparti che avrebbero dovuto assumere iniziative che non si è avuto il coraggio di assumere, a cominciare da un certo mondo politico e da un certo mondo cosiddetto polisindacale, tentano una brusca retromarcia ma hanno perduto i loro treni ed oggi la situazione che si profila è drammatica.

Infatti l’Autorità contesta sia la Durata delle Concessioni (i famosi 12 anni per quanto riguarda la Puglia) che i Criteri di Assegnazione delle concessioni nei mercati”.

A tal proposito si registra l’intervento di Savino Montaruli, a nome di UNIMPRESA BAT, A.C.A.B. (Associazione Commercianti Bat) e CasAmbulanti Italia. Proprio Montaruli aveva preannunciato da tempo esattamente la situazione che si è venuta a determinare ed oggi dichiara: “quando io ed altri miei colleghi indipendenti abbiamo messo in dubbio che si potesse con una semplice Intesa trasformare quello che era il principio della Direttiva, cioè che nessuna posizione di privilegio potesse essere prevista a vantaggio di alcuni, le Dirigenti della Regione Puglia, nel corso del loro Tour Promozionale sponsorizzato ed esattamente a Bari e nel covo di Barletta, hanno tacciato me ed i miei Colleghi delle Associazioni di Categoria Indipendenti, contrarie alla Bolkestein e fuori dal cerchio magico, di fare terrorismo affermando che tutto era stato previsto ed anche i pareri erano stati acquisiti. Oggi, a distanza di tutti questi anni scopriamo che l’Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati non era stata tenuta in considerazione ed oggi, di sua iniziativa, esprime questo parere dalle conseguenze sconcertanti ed esplosive visto che vengono sin da subito immediatamente azzerati tutti i diritti acquisiti dai concessionari di posteggi nei mercati e nelle fiere e si pongono le basi per un conflitto sociale storico di proporzioni inimmaginabili”.

“Coloro che fino ad oggi si sono schierati con l’Europa matrigna difendendo questa maledetta Direttiva recepita solo in Italia in questa formula inglobante anche il commercio sulle aree pubbliche che nulla c’entra con essa – afferma il leader sindacale andriese – devono dare spiegazioni e non basta che oggi, solo oggi, affermino di essere preoccupati della nota del Garante. Di fronte alla nuova situazione verificatasi i comuni debbono immediatamente sospendere i bandi, anche se quelli che sono “pronti” sono praticamente solo una decina nell’intera Regione Puglia, a dimostrazione dell’arretratezza e della disorganizzazione degli uffici comunali diretti in modo insostenibile. La Regione Puglia si ostina a parlare solo e soltanto con alcuni soggetti senza avere il coraggio di aprire le sue porte alla rappresentanza di base, spesso violando palesemente ed in modo sfacciato e disinvolto la norma vigente e comunque il dettato costituzionale. Questo è non grave ma gravissimo perché poi alla fine se il Codice del Commercio viene dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale; se i contenuti di moltissime norme e provvedimenti sono insufficienti se non addirittura dannosi per le Categorie come nel caso del cambio data dei saldi; se gli operatori non si sentono affatto rappresentati a nessun livello dalle cosiddette rappresentanze storiche senza più contatto con la base; se a prevalere sono sempre di più gli interessi diversi da quelli diffusi e generali allora qualcosa sta accadendo e nessuno può negarlo, specie se poi si producono pastrocchi a catena”.

“Per quanto riguarda la Direttiva Bolkestein la soluzione della proroga al 2020 è già scritta nelle carte ma tra chi quelle carte non le sa leggere e chi vuole a tutti i costi difendere l’enorme business che si nasconde dietro questa “operazione” queste nostre osservazioni sono state trascurate ma oggi bisogna per forza riparlarne. Ai comuni abbiamo già in tempi non sospetti lanciato un’ancora di salvezza chiedendo quello che in queste ore, solo dopo l’intervento del Garante, molti comuni italiani stanno facendo cioè che venga attuata la soluzione più semplice e la più intelligente cioè l’applicazione dell’art. 8, lettera C), Intesa Stato Regioni 5 luglio 2012, recepita con Deliberazione della Giunta regionale nr. 568/2013 e art. 5, lettera C) dell’Accordo Conferenza Unificata recepito dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 762/2016. In pratica prevedere che: “le concessioni scadute prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 59/2010 e che sono state rinnovate automaticamente mantengono efficacia fino alla naturale scadenza prevista al momento di rilascio o di rinnovo. L’applicazione di tale disposizione, oltre a garantire l’ottemperanza rispetto a quanto previsto, ancorché fortemente contestato dalle Organizzazioni di Categoria, tra le quali le scriventi, consentirebbe di ottenere la naturale proroga delle concessioni fino alla data prestabilita quale scadenza naturale delle medesime, evitando, nell’immediato la contestata procedura dei bandi, visto che un grande numero di concessioni si sono tacitamente rinnovate prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 59/2010 oltre al fatto che altre concessioni, anche di nostra non conoscenza, potrebbero essersi tacitamente rinnovate nel tempo a partire dall’istituzione mercatale. In questo semplice modo le concessioni resterebbero valide e rinnovate fino al 2020, senza alcuna necessità di ulteriori atti e senza procedere con i bandi. Basterebbe una semplicissima delibera comunale. Restiamo in attesa che la Regione Puglia ci chiami per tanti chiarimenti che l’Ente deve dare dopo aver assunto posizioni che oggi vengono tutte messe in discussione. Terroristi noi?” – concludone Montaruli.