L’ignoranza ad Andria: se passeggiare con il cane pacifico vuol dire rischiare l’aggressione dai parenti di una ragazza fobica. Il racconto di un cittadino

Primo novembre all’insegna dell’ignoranza ad Andria. Il racconto giunge da un cittadino durante le ore della mattina, caratterizzate dalla ingente presenza di pedoni nel centro cittadino:

“passeggiavo con la mia cagnetta – dolcissima e indicata persino per la pet terapy – nei pressi di una stradina situata nel centro cittadino quando ho intravisto un gruppo di persone. Ho proseguito unitamente con il mio cane accompagnato regolarmente con il guinzaglio legato al mio animale domestico così come faccio tutti i giorni. Ad un certo punto, il gruppo – probabilmente parenti – mi impediva di fatto il passaggio immediato perché impegnati a chiacchierare sfoggiando abiti all’ultima moda. Ho fermato momentaneamente il mio cane nell’attesa che si creasse un “varco” per proseguire il percorso” – ci scrive. Da qui veri attimi di follia misti ad aggressività:

“un anziano del gruppo si è avvicinato con fare minaccioso mentre una ragazza del gruppo ha cominciato a muoversi nervosamente avanzando prima sul lato destro e poi sul lato sinistro mentre uomini e donne del gruppo hanno cominciato ad urlare nervosamente. Ad un certo punto, ho fissato negli occhi l’uomo minaccioso che, forse in un improvviso attimo di lucidità, si è bloccato comprendendo la mia indole pacifica e quella del mio cane che stava perfettamente rispondendo al mio comando di attesa. Sono poi riuscito a proseguire, allontanandomi. Soltanto successivamente ho realizzato che, in pratica, l’uomo avrebbe voluto scagliarsi contro di me perché una ragazza del gruppo (forse parente) aveva paura del cane. Come se io potessi in quel momento prevedere che la giovane fosse affetta da una forma di fobia. La mia unica colpa è stata l’intenzione di voler semplicemente proseguire su di una strada pubblica in compagnia del mio cane. Ricordo che transitare per strada con il proprio animale domestico non costituisce reato. L’occupazione di suolo pubblico, invece si. La giovane – o chi per lei – avrebbe potuto avvisarmi da lontano e avrei evitato di transitare lungo la strada (anche se non sarebbe stato corretto) e invece…per un attimo sembrava che avrei potuto rischiare un assurdo linciaggio soltanto perché volevo portare a spasso la mia cagnetta” – conclude. Ricordiamo che la cosiddetta cinofobia costituisce un disturbo mentale e può essere curata da esperti del settore. Non per questo, chi ne è affetto può giustificare aggressioni nei confronti di cittadini onesti che portano il cane a spasso in maniera regolare e pacifica. 

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