L’imprenditore andriese Vincenzo Caterino (Assemblee Popolari): “no ai centri commerciali, si alle piccole imprese e moneta locale complementare”

Vincenzo-Caterino“Centro commerciali? No, Grazie! Questa è la logica conseguenza dell’ingerenza sui mercati locali della grande distribuzione pilotata dalle vendite Monopolizzate delle Multinazionali. Pensavano di conquistare fette di mercato drenando liquidità dai commerci locali senza pagare dazio? Non si può prelevare reddito da un territorio all’infinito senza reinvestire e creare occupazione. Questo vampirismo commerciale porta alla necrosi delle economie locali e quindi di conseguenza dei redditi. Senza più le piccole attività artigianali e commerciali che garantiscono parte dell’occupazione locale e quindi continuità, si creano dei vuoti occupazionali che queste cattedrali non riescono a colmare” – lo afferma Vincenzo Caterino, imprenditore e componente delle Assemblee Popolari delle Categorie Produttive e Sociali della città di Andria.

“Parte di questo disastro è causato dalla cecità delle amministrazioni locali che hanno concesso autorizzazioni a questi colossi barattando 4 posti di lavoro senza chiedere contropartite finanziarie, al contrario, concedendo una serie di agevolazioni che di fatto hanno indebolito fortemente l’humus economico finanziario dei commerci locali. Oggi, con la morte del ceto medio, questa situazione è peggiorata ulteriormente, infatti a causa della crisi, con la pressione fiscale altissima, con i redditi che hanno perso il 50% del potere d’acquisto negli ultimi 10 anni e senza le micro imprese che hanno avuto nel corso degli anni la funzione di ammortizzatori economici, occupazionali e sociali, il dado è tratto”.

“Come si può ricostruire tutto quello che incautamente si è perso? Iniziando favorendo la crescita delle micro e piccole imprese, agevolando i commerci locali creando zone franche che diminuirebbero la pressione fiscale, valorizzando le peculiarità del luogo, affiancando all’attuale valuta una moneta complementare che aiuterebbe la ripresa dei consumi ed in ultima analisi, fattore di estrema importanza, chiudere la porta a chi vuol entrare nel mercato solo per speculare. Le leggi di mercato degli economisti sono fallite, il “Neoliberismo” è fallito, la privatizzazione selvaggia è fallita….e ora di riprendersi la propria economia e vivere…….. agli imbonitori gli lasciamo solo la piazza!” – conclude Caterino.