L’imprenditore andriese Vincenzo Caterino: “vogliono abolire il contante per sottometterci definitivamente alle banche”

“Siamo alle solite. Con la scusa dell’evasione e della corruzione stanno cercando in tutti i modi di convincere l’opinione pubblica che il contante va eliminato. Ho scritto diversi articoli su questo argomento, ma a quanto detto in precedenza vorrei ricordare a chi legge che oltre ad essere una balla, se questa idea malsana venisse applicata sarebbe l’ultimo atto per seppellire definitivamente la libertà. La democrazia è espressione di libertà di scelta, di pensiero, di spesa, di risparmio, infatti l’art. 47 della costituzione da ordini ben precisi a riguardo. Perché dovremmo consegnare ai banchieri anche quest’ulteriore e ultimo vantaggio per sottometterci definitamente? Non ci e’ bastato il “bail in”?” – è la riflessione dell’imprenditore andriese Vincenzo Caterino, fondatore delle Assemblee Popolari delle Categorie Sociali e Produttive della città di Andria, un movimento politico che da anni si batte per la sovranità monetaria e popolare.

“Se qualcuno non l’ha capito, non essendoci più contanti, dipenderemmo totalmente dalle scelte della finanza. Potranno toglierci i soldi quando lo vorranno, conteggiare interessi a loro piacimento, prelevarci dai conti correnti qualsiasi tipo di costo vorranno addebitarci, come ci difenderemo?”

“Con Renzi, Gentiloni, Prodi o il Berlusconi di turno! l’evasione è una materia complessa e le statistiche ci insegnano che la vera evasione la fanno le multinazionali, i banchieri e gli speculatori. Chi evade per sopravvivere è un poveraccio che tira a campare senza aiuti di Stato, abbiamo visto che solo le slot machine hanno evaso 98 miliardi eppure hanno concordato con una sanzione di 600 milioni di euro. Quindi non facciamoci infinocchiare più da questi tromboni senza fiato. E’ in pericolo la nostra libertà e visto che non siamo capaci di combattere per essa almeno lasciamo le cose come stanno……a tempi migliori!!!” – conclude Caterino. La riflessione è partita da un articolo, questo che vi linkiamo qui sotto:

La trappola della lotta al contante e dell’imposizione della moneta elettronica