L’inciviltà ad Andria colpisce ancora: danneggiata la fontana di Piazza Catuma. Troviamo gli autori e chiediamo il conto.

Sarebbe accaduto nella serata di ieri l’ennesimo danneggiamento ai danni dell’intera collettività: ad essere presa di mira dagli idioti poco rispettosi dell’ambiente in cui vivono, stavolta, è stata la fontana della storica Piazza Catuma (al secolo Piazza Vittorio Emanuele). Il rubinetto della fontana risultava ieri sera privo di controllo e l’acqua schizzava da tutte le parti.

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L’ennesima vergogna ai danni del bene pubblico che qualche ragazzetto viziato dimentica di usufruirne, in questo caso un bene non tanto scontato negli ultimi tempi come l’acqua.

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Gli autori del gesto si dimostrano ignoranti ed imbecilli per almeno due motivi: la prima perché danneggiando il rubinetto hanno commesso un atto insensato che va ad aggravare come costi aggiunti, all’intera comunità andriese; la seconda motivazione è appunto legata al consumo di acqua che invece andrebbe tutelato. Ieri sera donne, uomini e bambini (e magari qualche povero animale assetato) difficilmente  sono riusciti a dissetarsi nel caldo umido che caratterizza questi giorni. Insomma, più che una bravata, stavolta, concedeteci la licenza poetica, questi ragazzi hanno commesso una vera e propria cazzata. E chissà se qualche impianto di videosorveglianza posto nelle vicinanze non ha impresso i loro bei faccioni mentre commettevano l’impresa. Magari la Polizia Municipale potrebbe individuarli e imporre loro di pagare il conto per il danneggiamento, visto che in troppi casi a pagarne le conseguenze sono i cittadini onesti e civili.

Una prima segnalazione di quanto accaduto è giunta in redazione grazie al nostro servizio di segnalazione mobile  (a tal  proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). FOTO:

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