L’isola Ecologica di Andria chiusa da un mese. Disagi e rifiuti abbandonati in zona – FOTO

“Continua lo stato di chiusura dell’unica isola ecologica di Andria, in via Stazio e il disservizio pubblico dovuto a tale persistente stato di inattività. Le parole di chi avrebbe rassicurato la cittadinanza sulla riapertura immediata dell’isola si sono verificate vane, inattendibili” – questo è il commento di Savino Montaruli,  Redattore Responsabile del Comitato Quartiere Europa di Andria: ” settimane sono passate da quelle parole rassicuranti ma senza riscontro e i cittadini, quelli più sporcaccioni o forse quelli che si sono visti ingiustamente ed ingiustificatamente privare di un servizio pubblico largamente, legittimamente utilizzato dagli utenti, continuano a scaricare rifiuti davanti ai cancelli chiusi dell’isola puzzolente e nei dintorni.

Ora al danno si aggiunge ora la beffa cioè addirittura l’impiego di personale della Polizia Municipale, appostato in auto nelle immediate vicinanze dell’isola. Unità che sarebbero invece indispensabili in una città dove, a detta del Comandante della P.M., ci sarebbe estrema carenza di personale, al punto che ci si è dovuti dotare di uno strano marchingegno per elevare sanzioni alle auto circolanti senza il rispetto delle norme sulla circolazione stradale. Non sappiamo se la presenza dei Vigili Urbani in via Stazio sia stata prevista per sopperire al possibile mancato funzionamento delle videocamere (altrimenti dovrebbero bastare già quelle) oppure per altre motivazioni. Sta di fatto che Andria non può permettersi di tenere più unità a presidiare un immondezzaio.”

I Vigili li vorremmo vedere, insieme alle altre Forze dell’Ordine e magari in compagnia di qualche Magistrato sensibile all’argomento, a fare sopralluoghi, ad acquisire documenti, a fare indagini e finalmente a far capire alla popolazione, agli utenti, ai contribuenti cosa stia accadendo realmente in questa città, anche rispetto alla questione rifiuti” – continua Montaruli- ” giacché ci siamo forse sarebbe anche il caso di indagare sul perché la città di Andria avrebbe anche perso l’opportunità di utilizzare i fondi regionali per la pulizia della strade del turismo. Mentre alcuni comuni usufruiscono dei 25mila euro Andria, che di certo non ha né bisogno di quegli spiccioli perché ne ha le casse piene al punto da essere il comune più indebitato d’Italia; che non conosce l’emergenza rifiuti avendo le sue strade talmente pulite da potervi mangiarci sopra (sic!) o forse solo perché le strade del turismo non esistono proprio, l’ha presa con comodo presentando il progetto fuori dai termini orari previsti dalla Regione Puglia per usufruire del beneficio”.

Bocciate anche le altre due città capoluogo che probabilmente non devono neppure aver letto la comunicazione di dettaglio relativa ai Decreti 65/67/70 della Regione Puglia nella quale si indicava in modo chiaro che “il singolo finanziamento non può superare la somma di euro 25.000,00=”. Il comune di Barletta invece ne chiedeva 30.457,15= mentre quello di Trani ne chiedeva 30.000,00=. Tutte e due, come quello di Andria, dunque BOCCIATE. Strano, molto strano che in queste città che vantano altresì una si tale qualificata, autorevole e numerosa presenza di fortunati “semplici” cittadini o politici di lunga e datata professione, che hanno il privilegio di sedere in via Capruzzi, non si registrino reazioni neppure a tal riguardo. Chi dunque avrebbe dovuto inviare nei tempi giusti quella istanza? Perché tale ritardo con la perdita di questa opportunità colta invece da altri comuni, anche dai più piccoli? Può essere sempre e tutto giustificato nella città degli impuniti?”

“Forse più che alle altre sarebbe a queste domande che qualcuno dovrebbe rispondere. Noi lo chiediamo ufficialmente quale componente istituzionale statutariamente riconosciuta ed all’uopo eletta. Anche di questo si parlerà nella prossima, imminente riunione della 4^ Consulta Ambiente della città di Andria, nei prossimi giorni, che sarà convocata ad horas dal Presidente prof. Francesco MARTIRADONNA che di queste problematiche ne conosce tutti i minimi dettagli e particolari, essendo quotidianamente impegnato, come volontario, a sopperire le inadempienze e le inefficienze del pubblico” – conclude Montaruli