Lo sfogo di un andriese: “Per oltre 25 anni siamo stati salassati da tasse che sono servite per i vizi dei potenti”

“Ahi noi, delusi! in quale abisso profondo lo spirito di tantissima gente langue, dispersa, smarrendo la propria via e la luce della speranza. Gli immensi oceani nel loro limite trattengono i propri flutti limitandosi a non invadere la terra ferma. Anche i mari hanno un’anima. Non sono tante le persone che si possono permettere di allargare i propri confini governando amorevolmente. Chi vuol fare un buon raccolto prima di seminare il campo, questo deve essere dissodato liberando la terra dalle sterpi ma non tutti hanno le scarpe grosse e la mente sottile” – è quanto dichiarato dal signor Vincenzo Santovito nel corso dell’8 dicembre 2017, giorno dell’Immacolata.

- Prosegue dopo la pubblicità -

“Gli uomini di razza” – prosegue Santovito nella sua riflessione – “nascono da comuni origini e non tutti gli esseri sono in grado di governare amorevolmente secondo le esigenze delle genti. Talvolta, chi viene eletto vaga cercando oro su alberi verdi. Tutti sanno che l’oro non si trova cercandolo sugli alberi ma i soldi si trovano facilmente nelle tasche degli elettori contribuenti attraverso le leggi. C’è chi ne approfitta e tantissime famiglie rimangono vittime, come successo con la TARI (tassa rifiuti). Altro che cercare oro sugli alberi!

- Prosegue dopo la pubblicità -

“Se qualcuno annusando intuisce che qualcosa non quadra, facendo i conti e protestando civilmente, viene subito messo a tacere con modi “legal-garbati”. Qualcuno per tanti anni disposto a mettersi in gioco, non saliva sui monti a pregare al vento ma protestava civilmente sotto il palazzo di città. Non per catturare pesci sulle dune dei deserti per poi venderli ma cercando di far aprire gli occhi e le coscienze agli uomini rassegnati ad ignorare dove si nasconde il bene comune, immersi come sono cercando sulla terra valori che non si trovano per vie e oltre i cieli stellati”.

Non è arrivata ancora la fine; non abbiamo perso ancora ogni forza e non abbiamo esalato l’ultimo respiro. Non sono arrivate le fiamme; non siamo caduti in preda agli spasimi. Brandelli di vita ci trattengono ancora sui nostri corpi; non siamo arrivati ancora a piangere lacrime di pino. Non abbiamo perso tutte le nostre forze. Sono decenni che spendiamo le nostre energie. Chi crede di averci immersi in acque bollenti trasformandoci in un pezzo di lesso, deve ricredersi. Non ci siamo straziati quando eravamo pargoli. Diventando adulti non abbiamo mostrato una mala condotta; non ci siamo circondati di adulatori, cortigiane e prostitute. Eravamo e siamo famiglie oneste e modeste. Certi lussi non siamo in grado di permetterceli perché troppo costosi e dissipano fortune”.

- Prosegue dopo la pubblicità -

“Fare politica è un’arte difficile da intraprendere e chi si incammina in quel percorso deve aver saputo giocare molto bene nella polvere. Noi siamo stati abbandonati da chi si è presentato con nobili principi mentre si è mostrato come lo scorpione di mare: ci penetra addosso e ci pizzica il c**o”.

“Ma chi ha nobili principi non dovrebbe abbandonare i propri sostenitori ed elettori lasciandoli alla propria mercè. Credevamo che le gorgoni fossero un’invenzione mitologica ma con amara realtà abbiamo cambiato opinione. Succede che quando i politici si siedono sulle poltrone del bel pensare, decidere ed amministrare ci fanno pervenire bollette di pagamento di tutti i tipi e da tutte le parti, anche quelle ingiuste, sbagliate e salatissime facendoci rimanere di sasso e c’è chi si è presentato alle porte del cielo con quelle cartelle tra le mani. Per oltre 25 anni siamo stati salassati da tasse che sono servite per i vizi dei potenti e depauperati nel costruire cattedrali nei deserti, vedasi villaggio olimpico e dulcis in fundo la questura di Rimini. Le banche che dovevano servire da pozzi d’acqua piovana di riserva si sono rivelate pozzi assorbenti per pochissimi potenti lasciandoci con le funi tra le mani, le brocche e le bocche asciutte, restando inutilmente ad attendere che piova e si riempiano di nuovo i pozzi per dissetarci. Maledizione!”

“Non riusciamo più a capire cosa stia succedendo. Ogni tanto ci viene presentata una provvista di termini nuovi e bisogna consultare i lessici per afferrare i termini dei loro vocaboli. Non sappiamo più conoscere il solstizio d’estate o d’inverno perché i mutamenti e movimenti climatici possono creare grossi guai agli uomini che possono alterare cibi ed umori.

“Viviamo in uno stato dove la popolazione viene mescolata come il vino nella coppa, il quale appena ferve e spumeggia ma se viene temperato da un altro Dio sobrio da corpo ad una bevanda salutare e moderata. Noi non abbiamo mai denigrato il vino che aguzza le facoltà invettive, conosciamo quali stimoli procuri. Gli uomini quando diventano ricchi, hanno successo, vincono i processi, trovano felicità, aiutano gli amici. Noi quel vino lo beviamo e siamo sempre sobri ma agli altri diciamo “il vino che voi bevete vi aiuterà ad innaffiarvi il cervello, vi aiuterà a dire e a fare qualcosa di intelligente”.

“Anticamente chi andava per donne doveva stare molto attento. Se andavi con donne sposate ti giocavi la vita pur sapendo che le leggi sono inesorabili sia nel bene che nel male. Non è cambiato quasi nulla di tutto ciò fino ai nostri tempi. Noi non andavamo e non andiamo a donne e non abbiamo nulla da temere ma con le leggi vigenti si rischia di perdere tutto, anche la propria moglie. Buona Immacolata a tutti” – conclude Santovito.