M5S, Grillo su Trump e Putin: “positivo perché apre a pace e distensione”. Per Andria e la Puglia potenziali vantaggi economici?

“Ci risiamo con i traduttori traditori. Non ho mai detto che servono uomini forti come Trump e Putin, piuttosto ho spiegato come la presenza di due leader politici di grandi Paesi come Usa e Russia predisposti al dialogo è un messaggio molto positivo, perché apre a scenari di pace e distensione” – lo rende noto il garante e fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo in un post diffuso sui social.

“Ormai non ci stupiamo nemmeno più, ma c’è comunque da preoccuparsi. Guardate cos’ha notato il nostro consigliere regionale Dario Violi. Dopo le ultime perle, oggi Repubblica ce ne regala una nuova spacciando la foto della Million Man March del 1995 per la marcia contro Trump! La cosa bella è che mentre riempiono il loro sito e il cartaceo di balle, portano avanti la battaglia contro le “fake news” sul web. Ok che di bufale sono esperti ma è come dire che al posto del giudice dobbiamo usare il criminale in tribunale perché conosce la materia.
Semplicemente ridicoli!” rende invece noto in un post su Facebook il parlamentare Manlio Di Stefano (M5S). Il Post: 

Posted by Beppe Grillo on Sunday, January 22, 2017

E’ così che una delle forze politiche più influenti dell’Italia dimostra un senso di lealtà nei confronti di leader democraticamente eletti, pur non appartenendo alla stessa natura politica. Una politica di “distensione” che forse potrebbe finalmente portare alla conclusione delle sanzioni contro la Russia imposte dall’Unione Europea affiancata da una NATO che negli ultimi anni si è preoccupata di allargare i propri orizzonti piuttosto che di assicurare pace all’interno dei paesi membri (e magari sciogliersi visto che in un paese civile nessuno dovrebbe dichiarare più guerra al prossimo)?

Se così fosse vedremmo tanti segnali positivi: anzitutto un senso di riappacificazione tra le due superpotenze, con l’eliminazione di un rischio sempre più sospetto di un nuovo conflitto globale che avrebbe potuto coinvolgere direttamente l’Italia e la Puglia vista la grande presenza di basi americane.

In secondo anche potenziali vantaggi economici che andrebbero a consolidarsi grazie all’eliminazione delle sanzioni contro la Russia che ad oggi hanno di fatto soltanto causato problemi a regioni del mondo come la Puglia che hanno perso ingenti quantitativi di vendita di prodotti tipici alla Russia, che invece è riuscita a cavarsela trovando escamotage ed autoproduzioni. Il tutto per fare un favore a chi a Bruxelles e a Washington era evidentemente più preoccupato a contrastare l’ascesa di Russia e Cina piuttosto che di trovare un accordo comune.

Evidentemente non è nemmeno un caso che gli ultimi conflitti che in qualche maniera hanno interessato USA ed UE guarda caso hanno sempre avuto a che fare con paesi geograficamente vicinissimi alla Russia: pensiamo prima alla crisi ucraina e poi a quella siriana.

Mentre alcuni improbabili intellettualoidi occidentali stipendiati fingono di non comprendere come e perché gli americani abbiano preferito Trump alla Clinton, altri si dedicano a smascherare tentativi di disinformazione di alcuni mass media contro la politica di un Presidente USA attaccato ad un giorno solo dalla sua proclamazione ufficiale.

La realtà è ben diversa: l’economia, le banche e le regole che gestiscono USA ed Unione Europea non sono le stesse che gestiscono la Russia. E per questo, il potere, quello vero, silenzioso, che inganna i cittadini con finti democratici e accusa i democraticamente eletti di dittatura, agisce in maniera spietata finanziando guerre e televisioni allo scopo di bombardare e disinformare.

Non c’è nulla da difendere su Trump: è un miliardario, poco “ambientalista” e a favore delle trivellazioni. Eppure dall’altra parte, oltre che di una terza candidata dei Verdi poco pubblicizzata dai media americani, non vi era che la moglie di un ex presidente, la Clinton, al secondo, ridicolo tentativo, di salire sulla poltrona della casa bianca.  E’ stato quindi quasi prevedibile che gli americani, quasi in una disperata impresa di scacciare una volta per tutte una casta ufficialmente democratica ma concretamente guerrafondaia abbiano deciso in massa di votare per Trump. Ma questo, purtroppo, risulta troppo complicato da comprendere per i finti intellettuali nostrani.

La questione ambientale sarà sicuramente risolta perché dalle rinnovabili oramai non è possibile tornare indietro, mentre il rischio di una guerra tra Russia e USA è ancora reale e con un Presidente “aperto al dialogo” come Trump le cose potrebbero finalmente migliorare, evitando carestie economiche se non la minaccia atomica.

E’ esattamente di questo che ha parlato Grillo e altri rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Niente “tifo”, niente sconti, semplicemente osservazioni basate sui fatti.

Probabilmente, non è nemmeno un caso che tra gli intellettualoidi anti-Trump vi sia anche George Soros, lo speculatore finanziario (quello che guadagnò miliardi negli anni ’90 speculando sulla crisi della Lira Italiana) che ha definito Trump un “potenziale dittatore”. Uno squalo finanziario teme un miliardario democraticamente eletto. Sarebbe da chiedersi invece come mai Soros non abbia mai attaccato pubblicamente Obama.

In entrambi i casi (ucraino e siriano) sono avvenute strane rivoluzioni armate non si sa bene da chi, con conseguenti reazioni di USA ed UE contro lo Stato guidato da Putin. Il risultato è stato di fatto una politica disastrosa con morti, sanzioni, immigrazione ingestibile e speculazioni finanziarie e un caso globale di instabilità alla quale anche regioni come la Puglia con molta difficoltà hanno saputo trattare.

Le dichiarazioni di Grillo e di altri rappresentanti del M5S potrebbero quindi aiutarci a comprendere come possa essere semplice applicare una politica di pace e rispetto reciproco, anche nelle evidenti differenze culturali e politiche. Staremo a vedere.