Marmo (F.I.): “La Puglia di Emiliano come l’Italia di Renzi. Entrambe retrocesse”

Non è certo una performance positiva quella del Sistema Italia e del Regionalismo Italiano riscontrabile dall’Indice di Competitività Regionale (RCI) 2016, reso noto dalla Commissione Europea per le Politiche regionali, al suo terzo rapporto dopo il 2010 e 2013. Uno studio che fornisce a 263 regioni dell’UE indicazioni utili per monitorare il loro rendimento economico ed il modello di sviluppo complessivo del territorio.

“Premesso che la competitività di cui parliamo è la capacità di un Paese e di una Regione di offrire un ambiente attraente e sostenibile alle aziende e ai cittadini che ci vivono e ci lavorano – sottolinea il consigliere regionale di Fi, Nino Marmo – balza subito all’occhio che il modello di Sviluppo dell’Italia, a lungo sbandierato e propagandato dall’ex premier Matteo Renzi, si allontana sempre più dalle performance di Germania, Francia, Regno Unito , Svezia, Finlandia e Danimarca, per appiattirsi ai livelli di Grecia, Cipro, Irlanda e gran parte dei Paesi dell’Est! Ma se L’Italia scivola nella parte più bassa della classifica, non trova naturalmente miglior sorte la maggior parte delle regioni italiane, ad eccezione della Lombardia, che guida il carro delle pochissime virtuose insieme a Valle d’Aosta e Alto Adige. Nel grigiore delle retrocesse, fa tristezza il dato della Puglia: 233 esima posizione (su 263!), in ulteriore arretramento rispetto al 2013 ed alle spalle persino di tradizionali cenerentole, come Molise e Basilicata! Eccolo il riscontro oggettivo al modello di sviluppo della Puglia di Emiliano, altrimenti nota come la Puglia delle Agenzie! Perché questo Indice di Competitività non sarà certo la Bibbia, ma esprime senz’altro una misurazione statistica significativa di una serie di fattori sensibili. E a dar retta all’Indice ecco che la Puglia risulta bocciata praticamente su tutti i fronti: governance, trasporti, infrastrutture, sanità, istruzione, mercato del lavoro,impresa, innovazione tecnologica. Detto in parole più semplici: bassa stabilità e sviluppo bloccato. Ma c’è poco da stupirsi – conclude Marmo. Perché la Puglia di Emiliano, in definitiva, emula le sorti dell’Italia di Renzi : entrambe retrocesse”.