Marmo: “in Puglia arriva il vero tentativo di privatizzare l’acqua ma tutti dormono. Dove sono i comitati?”

“Dal Partito Democratico, con un emendamento al Bilancio di Previsione dello Stato, arriva il vero tentativo di privatizzare il ‘bene acqua’: i senatori Margiotta e Latorre, infatti, hanno proposto la soppressione dell’Ente Irrigazione e la sua trasformazione in società per azioni. Dove sono ora tutti i comitati che offendono, urlano e poi dormono?”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo.

“In questi giorni di dibattito sul destino dell’Acquedotto Pugliese–aggiunge-abbiamo cercato di spiegare a chi porta avanti tesi dogmatiche senza fondamento nella legislazione, che la trasformazione societaria di Aqp non muta e non intacca la natura pubblica della risorsa idrica: si tratta esclusivamente di un mutamento di assetto della gestione della rete idrica. Accanto a ciò, di conseguenza, abbiamo chiarito anche che la vera tutela dell’acqua “bene comune” passa dal rilancio e dal rafforzamento di un ente pubblico economico –questo si!- che esiste già e che si occupa non della gestione della rete come Aqp, ma proprio della grande adduzione d’acqua tramite gli invasi in gestione con compenso dei costi aziendali. È evidente che chi ‘detiene’ il bene, raccogliendolo, deve essere un soggetto pubblico per tutelare l’intera comunità coincidente con lo schema idrico del Sud: parliamo, ovviamente, dell’Ente Irrigazione, che in quest’ottica svolge un ruolo di garanzia della natura pubblica dell’acqua. È questa la vera battaglia che i cittadini, le associazioni e i comitati dovrebbero portare avanti! Ed oggi cala il sipario su quale parte politica, per mezzo della mano dei senatori Margiotta e Latorre (quest’ultimo si è risvegliato proprio su questo dopo un lungo letargo, chissà perché), vorrebbe sfilare sotto il naso dei pugliesi e dei lucani il bene idrico e, magari, cederlo ai privati. Rivedo sfilare ancora, davanti ai miei occhi, tutti quei personaggi che negli anni ’90, lavoravano per il passaggio all’Enel dell’Acquedotto Pugliese all’Enel. È questo il vero pericolo e se la battaglia ‘acqua bene comune’ è seria, da domani dovremmo registrare manifestazioni quotidiane. A queste potremmo partecipare anche noi perché si potrebbe realizzare un gravissimo colpo di mano a firma del Pd e in danno a tutti gli utenti”.

“Spero” -conclude Marmo –che i gruppi parlamentari pongano attenzione a questo misfatto che si sta compiendo in parlamento e contrastino tale iniziativa del tutto inopportuna. Il può il tema dell’acqua non può ridursi ad un saldo di fine stagione da discutere nel mordi e fuggi di manovre parlamentari confuse sulla finanziaria”.