Mensa scolastica ad Andria: al danno delle tariffe invariate, la beffa dell’incertezza sul futuro del servizio

Nonostante il passaggio da giunta politica a giunta commissariale, i problemi sembrano essere sempre gli stessi già segnalati dai genitori nel periodo della giunta politica. In seguito all’incontro svoltosi lo scorso 11 settembre 2019 presso la sala consigliare del Comune di Andria, Savino Montaruli (responsabile dell’associazione di categoria Unimpresa Bat e dell’associazione “Io Ci Sono!”), presente all’incontro ha evidenziato quanto segue:

“sì e discusso sulla delicata questione mensa scolastica, argomento sul quale la dottoressa Grandolfo ha diretto l’incontro, coadiuvata dalla dirigente comunale. Il Comune ha confermato la ripetizione le tariffe dello scorso anno quindi, per quanto riguarda le tariffe tutto è rimasto immutato. Invece per quanto riguarda l’appalto della concessione del servizio mensa pare che sarà quinquennale ed è stato pubblicato oggi. Neppure ci hanno dato il tempo di visionarlo e di analizzarlo procedure non saranno concluse prima di gennaio. Questo significa che qualora ci fossero i partecipanti alla gara della mensa, questa non partirebbe prima di gennaio è questo è un altro grosso problema quindi due grossi problemi la tariffazione invariata e ritenuta. Ricordo le mamme che già protestarono lo scorso anno … oggi ho partecipato anche come comitato genitori oltre che come Age e comunque una soluzione potrebbe essere per esempio un servizio catering da parte delle scuole piuttosto che la condivisione dell’idea del pasto domestico del quale Oggi comunque non si è parlato e dal quale comunque il Comune si è escluso in quanto non possibile in concomitanza con servizio mensa.

Avrebbero potuto esserci tante soluzioni come per esempio anche quella del pasto unico – In modo tale da diminuire enormemente il costo che graverà sulle famiglie – mentre adesso il servizio potrebbe saltare completamente. Ovviamente, tutto ciò vale per la scuola primaria considerando che, per la scuola dell’infanzia, il problema risulta ancora più grave perché lì il pasto domestico non è proprio ammesso. Quindi non sappiamo cosa succederà fino a gennaio, quando partirà il servizio mensa e se partirà. Un’enorme confusione: la dottoressa Grandolfo (sub-commissaria) ha continuato ripetutamente a dire che tutto quello che sta accadendo va inquadrato in un contesto del comune in quella condizione di disequilibrio finanziario che condiziona fortemente l’operatività della commissione straordinaria. Abbiamo sollevato il problema dei libri scolastici in quanto noi abbiamo da sempre sottolineato la necessità che il comune adottasse delle cedole, quindi poteva tranquillamente continuare ad adottare il sistema precedente a quello del 2018, distribuendo le cedole alle famiglie dando la possibilità così a tutti gli esercenti che avessero voluto manifestare l’interesse di poter lavorare e invece le scuole sono orientate verso l’affidamento ad un unico fornitore, creando ulteriori problemi anche nella categoria. Noi abbiamo ribadito che come Unimpresa – federazione cartolibrai eravamo contrari assolutamente a cambiare, anche perché è stato disatteso, in quanto è vero che il comune ha costituito il fondo presso le scuole; ma era insito il fatto che le scuole procedessero come l’anno scorso cioè la manifestazione di interesse da parte di cartolibrai ai quali, per partecipare alla manifestazione di interesse quest’anno, è stata chiesta l’iscrizione al mepa (Mercato elettronico della pubblica amministrazione) e noi come federazione ci siamo attivati già da giugno perché tutti si iscrivessero sul mepa. Quindi, anche accontentando il rapporto fiduciario con la cartolibreria di quartiere, si ostinano a voler fare una gara con un unico vincitore. Questo è un comune ancora allo sbando ed è un comune che non riesce a trovare una strada perché tutti gli altri comuni che noi abbiamo interpellato come Trani, Barletta addirittura a Roma – con i quali abbiamo interloquito – hanno utilizzato il sistema delle cedole e hanno fatto il protocollo per istituire l’accordo con le cartolibrerie” – ha concluso Montaruli.