Migrazioni, dalla BAT fuggiti oltre 23.000 cittadini italiani in un solo anno mentre gli extracomunitari continuano ad arrivare. In un paese senza sovranità economica e monetaria, i migranti economici siamo noi

La mancanza di lavoro, la notevole pressione fiscale e gli incentivi limitati se non assenti per i giovani stanno costringendo molti cittadini pugliesi a fuggire anche all’estero, mentre non si ferma l’arrivo di migranti – spesso anche cittadini extracomunitari privi di documenti e in troppi casi vittime di sfruttamento – ma che fortunatamente giungono nel nostro territorio grazie alla macchina della solidarietà e dell’accoglienza:

dati che fanno riflettere giungono dall’organizzazione nazionale di Migrantes unitamente alla Caritas Diocesana. Stando ai dati diffusi pubblicamente nel documento online sul sito di Migrantes.it, nel 2019 risultano ulteriori 11.191 i cittadini stranieri giunti nella Provincia di Barletta – Andria – Trani mentre nell’anno precedente, ben 23.243 residenti della provincia BAT hanno abbandonato la propria terra di origine in cerca di fortuna. Dati allarmanti che indicano un vero e proprio fenomeno a dir poco preoccupante e in forte crescita. Mentre i politici locali si incolpano a vicenda per la mancanza di lavoro e diritti, risulta evidente che a causare incertezza nell’economia interna è senz’altro la mancanza di una politica finanziaria ed economica stabile. In particolare, l’Italia – priva di una sovranità monetaria – è di fatto succube di una Banca Centrale Europea autonoma che non vuole investire in maniera efficace sul territorio italiano. La nazione necessiterebbe dunque di un ritorno ad una gestione nazionale della propria economia, elemento neutralizzato con l’ingresso dell’Italia nell’euro. A questo, si aggiungono conseguenze inevitabili:

svendita delle società di produzione un tempo controllate dallo stato, riduzione del costo del lavoro, schiavizzazione 2.0 ai danni degli onesti lavoratori. Dal caso Whirpool al più vicino riguardante le saline di Margherita di Savoia, il filo conduttore è sempre lo stesso: la mancanza di un vero Stato italiano capace di tutelare i propri cittadini. Mentre sino agli anni ’70 anche con un solo stipendio era possibile sostenere una famiglia composta persino da dieci figli, oggi non è possibile nemmeno pagarsi l’affitto. Nel mentre, cittadini extracomunitari, dopo essere accolti finiscono nel dimenticatoio, sfruttati nelle campagne, vittime di ulteriori tentativi di svalutazione del costo del lavoro. A questo si aggiungono assurde penalizzazioni in chi, privo del cosiddetto “posto fisso“, tenta di scommettere in se stesso aprendo una partita iva e si vede mancare persino un semplice accesso creditizio alle banche. Fenomeno che, lo ripetiamo, non è causato soltanto da politici locali (come forse vorrebbe far credere qualcuno intenzionato ad occupare poltrone), ma da un sistema europeo sbagliato che sta colpendo sopratutto i paesi del Sud. Come documentato da Euronews, infatti, anche in Grecia le banche non concedono facilmente crediti a chi vorrebbe investire per far ripartire l’economia:

E in questo quadro drammatico, politici di maggioranza ed opposizioni locali danno la colpa a Sindaci, governatori e presidenti istituzionali, senza mai contrastare il sistema eccessivamente capitalistico che sta divorando l’Italia intera e costringendo i nostri giovani a fuggire.