Miscioscia: “ecco come l’opposizione ha tentato di togliere 300.000 euro di finanziamento ad Andria”

Non ci sono parole per definire il comportamento tenuto dal gruppo cinque stelle in primis venerdì scorso, nello strumentalizzare alcune assenze in Consiglio Comunale di consiglieri della maggioranza oltre che dello stesso Sindaco, dovute, esclusivamente per sopraggiunti problemi di salute e/o a problemi personali gravi: altro che caravanserraglio. Penso, in particolare, che abbiano perso una buona occasione per evitare di fare un’altra brutta figura, facendosi prendere la mano per tentare di far mancare il numero legale, per poi arrivare, quando l’intento ormai era svanito, anche ad utilizzare termini impropri come “riesumare”, riferendosi all’arrivo in aula di un nostro Consigliere Comunale, l’avv. Marco di Vincenzo, al quale va, oltre ringraziamento per aver garantito la propria presenza, nonostante fosse reduce da un particolare periodo di convalescenza, le cui vicissitudini non sono augurabili per nessuno, anche la mia personale solidarietà” – fa sapere il consigliere comunale Benedetto Miscioscia (Noi Con Salvini).

“Aldilà, poi, delle valutazioni soggettive” – prosegue Miscioscia – “riguardo le esternazioni sui social di un consigliere di maggioranza nei confronti di una collega, condivisibile e/o non condivisibile, che attiene sempre alle responsabilità soggettive di chi ricorre all’uso di determinate terminologie che personalmente avrei fatto a meno di utilizzare, non ho capito l’uscita del Presidente del Consiglio Comunale per chiedere al Sindaco Giorgino di programmare una riunione di maggioranza per “chiarire tutto”. Da chiarire, in primo luogo, c’è il suo ruolo in Consiglio Comunale come Presidente per aver consentito ai consiglieri della minoranza di uscire fuori dal seminato rispetto all’argomento iscritto all’ordine del giorno, contribuendo a trasformare l’aula consigliare in un palcoscenico per le loro esternazioni poco attinenti. Altro che riunione con la maggioranza, piuttosto la riunione andrebbe convocata con tutti i capi gruppo presenti all’interno del Consiglio Comunale per richiamarli ad attenersi al regolamento e soprattutto al rispetto delle prerogative e del diritto di ogni consigliere comunale che, aldilà del ruolo politico, è prima di tutto una persona oltre che un avversario”.

“Trovo, altresì, fuori luogo trasformare la discussione su una delibera per la costituzione di un’associazione con altri comuni per intercettare un finanziamento di 300.000 euro del Ministero per i Beni e le Attività culturali, in un’arena nella quale i cinque stelle in primis e la Consigliera Giovanna Bruno della lista Progetto Andria a seguire, si sono lasciati andare ad interventi fuori luogo che avevano poco o nulla a che fare con l’oggetto della delibera in trattazione, in merito al quale, fra l’altro, trovo strumentale e contraddittorio il comportamento dei cinque stelle che da una parte ci accusano di non fare di tutto per intercettare finanziamenti per la città e dall’altra prima tentano di far venire meno il numero legale del consiglio e, a seguire, per giustificare il loro voto contrario, tirano fuori giustificazioni ridicole come quella di sostenere che la neonata associazione di Comuni, sia il doppione dei Gal”.

“Una vera contraddizione tenuto conto che i Gal, allo stato, oltre a non essere ancora operativi, sono nati con ambiti territoriali e con finalità e natura giuridica differente da quella costituita esclusivamente da enti pubblici rappresentati da diversi comuni (Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di P., Corato, Margherita di S. Minervino Murge, Ruvo di P., San Ferdinando di P. Spinazzola, Terlizzi, Trani e Trinitapoli) che grazie all’approvazione della convenzione, pongono le basi per intercettare un finanziamento di 300.000 euro relativo al progetto “illuminiamo la Puglia Imperiale. Viaggio nelle Terre di Federico II tra storia miti e leggende” per il quale il solo Comune di Andria non avrebbe potuto partecipare. Un’approvazione che i cinque stelle volevano far venire meno con il tentativo di far saltare il finanziamento stesso, come se il dispetto lo facevano alla maggioranza, piuttosto che alla città che loro dicono di voler “salvare” da presunti disastri. E queste sarebbero le persone che si propongono per amministrarla?” – conclude Miscioscia.