Nella BAT si gira la Battaglia di Annibale, ecco le prime immagini dal “set” di Canne

Il primo documentario televisivo post pandemia sulla Battaglia di Canne uscirà in primavera 2022 sui principali network mondiali come esempio della rafforzata collaborazione tra Italia e Francia dopo il recente accordo “del Quirinale” siglato l’altro giorno a Roma dal presidente Macron e dal premier Draghi. Nella mattinata di sabato 27 novembre 2021, la troupe della Tv francese ha infatti ultimato le riprese durate tre giorni sui luoghi storici della vittoria di Annibale in quel drammatico (ma celebre in tutto il mondo) 2 agosto 216 avanti Cristo. L’assoluta novità della sceneggiatura sostenuta finanziariamente e promossa imprenditorialmente dal gruppo “Canal Plus” è consistita nell’impiego delle discipline connesse all’archeologia sperimentale tutta italiana attraverso gli specialisti di studio, ricostruzione e rievocazione storica assolutamente fedele per materiali, stili, comportamenti, contenuti all’epoca ed ai fatti filologicamente raccontati nonché divulgati in forme coinvolgenti:

SARÀ DUNQUE LA BATTAGLIA DI CANNE, quella vittoria-capolavoro di Annibale nella piana dell’Ofanto durante la Seconda Guerra Punica, a rappresentare l’Italia nella serie “Le grandi Battaglie della Storia” accanto alle Termopili per la Grecia, alla disfatta romana nella selva di Teotoburgo in Germania ed altre memorabili pagine militari dell’antichità classica. Per centrare quest’obiettivo la produzione parigina ha selezionato e contattato uno scelto gruppo di studiosi, ricercatori, associazioni sui territori di riferimento e soggetti istituzionali dalla Francia all’Italia ripercorrendo il cammino annibalico dal valico delle Alpi fino alle sponde dell’Adriatico. La troupe francese ha intervistato il professor Yann Le Bohec (relatore a Barletta nel giugno 1997 per il “Progetto Annibale protagonista Mediterraneo” collegato ai XIII Giochi del Mediterraneo di Bari), toccato il colle della Traversette sul Monviso dove tradizionalmente si attesta il passaggio dell’esercito cartaginese, giungendo poi in Toscana dalle parti di Arezzo e la successiva tappa a Tuori sul Trasimeno per intervistare il professor Giovanni Brizzi (direttore scientifico del Forum di Barletta a giugno 1997). In questa settimana, meta finale e principale in Puglia dove gran parte dei 45 minuti, cioè il cuore di un documentario tutto da vedere, sarà “aggiudicata” ad interviste, rievocazioni sul campo di archeologia sperimentale, percorsi conoscitivi nei luoghi storici, ricostruzioni in 3D.

E’ STATA L’ASSOCIAZIONE “MOS MAIORUM” di Roma con la sua delegazione per la Puglia ad offrire le risorse umane, gli equipaggiamenti, le panoplie (cioè le armature) e gli stili di vita socio-militare per le affascinanti quanto impegnative riprese nelle campagne di Canne della Battaglia fino agli argini dell’Ofanto sfidando il meteo avverso. Ed anche accettando il fatto che nel corso dei millenni lo scenario di quella grandiosa battaglia e dell’imponenza degli eserciti schierati è stato profondamente modificato dalla coltivazioni e dalle attività di trasformazione fondiaria, resta il fascino di una ricostruzione affidata a persone in carne ed ossa. La spiegazione dei tre ordini dell’esercito consolare di Roma repubblicana (velites, principes, triarii) è stata scrupolosamente ripresa, unitamente all’esibizione di un cavaliere numida di parte cartaginese.

A completare ed a suggellare le ore conclusive impiegate dalla troupe francese, anche con particolari riprese nella stazioncina di Canne della Battaglia sulla linea ferroviaria Barletta-Spinazzola, le interviste al professor Giuliano Volpe ed alla professoressa Elisabetta Todisco dell’Università di Bari, nonché alla Direttrice dell’Antiquarium e del Parco archeologico di Canne della Battaglia, Ezia Torelli, per singolare coincidenza con l’introduzione di nuove modalità di accesso a pagamento nel sito. Per la componente associativa territoriale sono intervenuti per la necessaria accoglienza il Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia quale organizzazione di volontariato e l’Archeoclub d’Italiana Associazione di promozione sociale Canne della Battaglia Barletta, entrambi come enti di terzo settore.

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