Offese nell’ultimo consiglio comunale di Andria, Laura Di Pilato: “Non ammetto che si dica che la città è silente”

“A seguito di una discussione interna alla maggioranza, che sarà oggetto di un imminente incontro interno alla stessa, la conferenza prevista stamane è stata annullata. Ritengo doveroso, però, intervenire per stigmatizzare ciò che è accaduto in consiglio comunale venerdì” – rende noto l’avv. Laura Di Pilato, Presidente del Consiglio Comunale di Andria.

 

“Non userò tatticismi politici,” – prosegue la Di Pilato nella nota stampa – “non è nel mio stile parlare il politichese. Il consiglio comunale di venerdì è stato il risultato di una politica sbagliata fatta di personalismi che mettono da parte i bisogni dei cittadini. Non ammetto offese in genere, men che meno sui social perché evitano i confronti diretti. Non ammetto le offese ad una donna che esprime le proprie idee, non ammetto similitudini con Giordano Bruno e non ammetto che, ad oggi, si parli di “inquisizione”.

“Non ammetto che non ci siano state delle scuse. La conferenza odierna avrebbe voluto richiamare all’ordine tutti i consiglieri comunali: dietro la nostra faccia ci sono i cittadini andriesi e noi, in qualità di amministratori di questa città, abbiamo il compito di dar voce ai loro problemi e risolverli e non crearli con comportamenti beceri, infantili e adolescenziali”.

La gente è stanca delle prediche, ha bisogno di esempi, e fino ad ora non abbiamo dato un bell’esempio. Nessuno si senta esente da tutto ciò, è complice degli errori quanto gli altri. Non ammetto che si dica che la città è silente (in riferimento alle osservazioni della consigliera comunale, l’avv.to Giovanna Bruno – “Progetto Andria”) perché i provvedimenti amministrativi sono in essere; molti sono al vaglio di approfondimenti e di studi inevitabili come anche di scontri che, però, devono essere costruttivi e non distruttivi”.

Mi dispiace dell’attacco gratuito all’avv.to Di Vincenzo: ove avesse garantito il numero legale, a nessuno è consentito utilizzare esternazioni che offendono la persona e che non hanno a che fare con la vera politica” – conclude Laura Di Pilato.