Olivicoltura in Puglia, Miscioscia: “questa estate 70% di pioggia in meno, dichiarare stato di calamità naturale e misure a sostegno dei produttori”

“Il prolungato andamento siccitoso accompagnato dalle alte temperature oltre a pregiudicare lo stato vegetativo e produttivo dei nostri olivi che ormai versano in uno stato comatoso, sta costringendo tanti agricoltori ed olivicoltori in particolare, ad investire migliaia di euro per garantire, laddove possibile, le irrigazioni di soccorso” – lo ricorda Benedetto Miscioscia, Consigliere comunale delegato alle Politiche agricole e Coordinatore delle Città dell’olio della Puglia

“I rilievi in campo svolti dai tecnici di Coldiretti Puglia, evidenziano un preoccupante calo della produzione olivicola in corso, che supera il 40%, senza tralasciare le probabili preoccupanti ripercussioni sulla produzione attesa per la prossima annata, atteso che il caldo e la siccità eccezionalmente prolungata, potrebbe pregiudicare l’induzione a fiore sui rami di un anno con conseguenze sulla produzione del prossimo anno. Una conferma, la potremo ricevere girando tra i nostri olivi per verificare le loro condizioni vegetative e produttive in evidente sofferenza vegetativa con notevoli ripercussioni sulla regolare alimentazione delle drupe”.

“Gli effetti della mancanza di acqua e delle alte temperature, su tutte le produzioni, sono disastrosi, come evidenzia anche il calo di peso che si sta rilevando con le prime uve vendemmiate per cui si rende necessario attivare le necessarie procedure per la declaratoria dello stato di calamità naturale. Una declaratoria determinata da dati oggettivi se si considera che in Puglia, in questo periodo estivo, è caduto il 70% di pioggia in meno rispetto allo stesso periodo 2016 che oltre a vanificare gli investimenti avviati con una conseguente diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dal comparto agricolo, ha determinato anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle di uno dei settore primari della nostra economia”.

“Il rischio serio è che la penuria di olio extravergine faccia crescere ulteriormente le importazioni di olio dall’estero, esponendo il nostro olio extravergine di oliva pugliese a continui attacchi da parte dell’agropirateria che agendo senza scrupoli “droga” o “fuorvia” il mercato dell’olio extravergine di qualità non solo pugliese ma italiano, con un inevitabile danno subito non solo dalla nostra olivicoltura e dai nostri produttori ma anche dagli stessi consumatori che vengono tratti in inganno. È risaputo che più di due bottiglie su tre confezionate in Italia contengono miscele di olio di oliva straniero, ma i consumatori il più delle volte o non lo sanno o sono male informati. E’ necessario, dunque, rafforzare l’attività di contrasto alle frodi, tenendo alta la guardia e stringendo ulteriormente le maglie ancora larghe della vigente legislazione, prevedendo un inasprimento delle pene previste per i reati commessi nel comparto agroalimentare. Se per un verso l’olio è il terzo prodotto pugliese più esportato, per un valore economico di circa 106 milioni di euro pari al 9% dell’export di olio dall’Italia, paradossalmente dobbiamo constatare che nell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute rapidamente, nonostante sia la regione che oltre a produrre il 50% dell’olio italiano è quella più olivetata d’Europa”.

“Un’importazione preoccupante, considerato che gli oli importati provengono principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto all’olio pugliese e utilizzati dagli imbottigliatori per confezionare miscele di olio. Per queste ragioni è quanto mai necessario che il Governo regionale venga incontro alle esigenze dei nostri olivicoltori affinché oltre alla tutela dei nostri olivi introdotta per legge, ora vengano presi provvedimenti per tutelare anche i loro interessi economici, non solo approvando la declaratoria per lo stato di calamità naturale, ma avviando anche misure di sostegno al comparto olivicolo con politiche di promozione e valorizzazione come quelle già messe in campo per il comparto vitivinicolo. In quest’ottica auspichiamo che anche il progetto IGP olio di Puglia, con il doveroso sostegno delle politiche del Governo regionale, possa rappresentare il punto di partenza che oltre ad aggregare l’offerta quantitativa e qualitativa, garantisca anche il necessario supporto promozionale”.