Parrucchieri ed estetisti, Regione Puglia annuncia proposta per riaprire attività nel rispetto delle regole anti-contagio

Il presidente della regione Puglia Michele Emiliano ha incontrato oggi i rappresentati pugliesi di parrucchieri, estetisti e saloni di bellezza. Una videoconferenza durata tre ore alla quale ha partecipato anche il prof. Pier Luigi Lopalco:
 
“Siamo al lavoro – ha detto Emiliano – per consentire a questo settore particolarmente delicato di riprendere le attività in totale sicurezza. Non esistono al momento delle linee guida nazionali in materia, per questo ci siamo attivati per individuare una proposta pugliese. I rappresentanti di parrucchieri ed estetisti ci hanno già mostrato soluzioni molto avanzate, che saranno esaminate dal prof. Lopalco per offrire il massimo supporto alla categoria nel più breve tempo possibile. Nel momento in cui avremo un manuale con regole chiare, approvate dal punto di vista epidemiologico, potremo aprire un dialogo nel merito anche con il Governo”.
 
Presenti all’incontro anche i rappresentanti di ANCI, CNA, CASARTIGIANI, CLAAI, CONFINDUSTRIA, CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, CGIL, CISL e UIL, l’assessore Gianni Stea, i Presidenti di Commissione Donato Pentassuglia e Filippo Caracciolo, il consigliere del Presidente Domenico De Santis. Già nei giorni scorsi, inoltre, un appello per la tutela del comparto giungeva dai banchi dell’opposizione di centrodestra:

“Il perdurare della chiusura dei centri estetici e parrucchieri determina una perdita di oltre 16 milioni di euro al giorno di fatturato: ci siamo confrontati con il settore in videoconferenza, raccogliendo proposte e preoccupazioni. Piccole e medie imprese costrette a chiudere nonostante ci siano già delle misure di prevenzione intrinseche nella natura dell’attività: distanza di un metro tra una postazione e l’altra nei parrucchieri, l’utilizzo di materiale monouso, la sanificazione degli ambienti e la sterilizzazione degli strumenti. A tal proposito, registriamo dichiarazioni al limite del ridicolo da parte di alcuni esponenti dei M5S, che individuano nel phon per capelli un potenziale fattore di contagio” – annunciavano nei giorni scorsi il commissario regionale di Forza Italia, l’on Mauro D’Attis, del vice commissario, il sen Dario Damiani e dell’on Vincenza Labriola.Affermazioni senza alcun fondamento scientifico, perché se tutti indossano la mascherina e l’operatore utilizza il phon alle spalle del cliente si è tutti protetti. Peraltro, inutile ricordare che l’utilizzo della mascherina all’interno dei locali già proteggerebbe clienti e personale da un eventuale contagio. Poi, c’è un punto fondamentale: qualora la curva del contagio dovesse risalire, questi esercizi non rialzerebbero mai più la saracinesca in assenza di un protocollo che ne consenta la riapertura e con il prosieguo della “linea Conte”. Il protocollo dovrebbe contenere le procedure igienico-sanitarie e organizzative per i saloni e dovrebbe già esistere, permettendo la ripresa anticipata delle attività. Diversamente, se la chiusura dovesse perdurare fino a giugno, avremmo quasi 50 mila imprese in forte rischio. A seguito di questo incontro con la categoria, abbiamo stilato una lista di proposte al governo: riapertura dei saloni contemporaneamente alle altre previste nella fase 2, redazione di un protocollo nazionale con le misure di sicurezza, forme di aiuto economico a favore del settore per garantire la liquità, contributi sui costi di locazione e sgravi fiscali per le assunzioni. Sono interventi seri, frutto di condivisione con la categoria e idonei a mettere al riparo le nostre imprese. Infine, bisogna rilevare che si tratti di attività prevalentemente gestite da donne e ciò significa dare un colpo di grazia all’imprenditoria femminile. Ci auguriamo che il governo apra gli occhi sulla follia sottesa alle sue scelte e guardi la realtà che comitati e task force gli impediscono di vedere”.

 
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