Piano comunale fruttivendoli Andria: soddisfazione per Unimpresa Bat e Confcommercio Andria: “adesso applicare le regole”

La Asl, con i Dirigenti del Servizio SIAN, interviene su coinvolgimento dell’assessorato allo sviluppo economico del comune di Andria e detta le regole. Si parte dall’ortofrutta per finire alle manifestazioni con somministrazione temporanea esterna di alimenti, pasti e bevande e qui la questione si complica parecchio.

Ad analizzare la situazione scaturita dai due incontri tematici che hanno vista coinvolta la Asl Bt è il Presidente UniBat Savino Montaruli, peraltro autore dei tredici emendamenti che hanno completamente rimodulato il protocollo approvato, diventato un vero Protocollo sulla Salute e non quello che si sarebbe dapprima voluto approvare cioè un semplice e modesto regolamento di disciplina dell’occupazione di suolo pubblico con una sola prescrizione cioè quella della tendina parasole a protezione degli alimenti, il quale ha dichiarato: “le rigidissime regole approvate e sottoscritte vanno ora applicate ed il lavoro è enorme visto che si tratta di una rivoluzione per la città di Andria, con estensione anche alle altre città di riferimento della Asl Bt, vist anche la disponibilità ad estendere il Protocollo alle altre amministrazioni comunali dei comuni delle province Bari e Bat da parte di UniBat e dell’amico Claudio Sinisi di Confcommercio, come dichiarato in riunione. Il coinvolgimento della Asl, però, ora ha implicazione anche di diversa natura e non si può pensare che le regole sulla tutela della salute umana possano essere applicate a tempo a convenienza. In particolare la Asl ha espressamente dichiarato che non saranno più tollerate manifestazioni di piazza o peggio di strada che prevedano la degustazione o addirittura la vendita di prodotti alimentari né la loro somministrazione. Questo, infatti, potrà avvenire unicamente in luoghi all’uopo destinati e previa abilitazione igienico-sanitaria di tali luoghi. Niente più quindi cioccolatini, pasticcini, pizzette, mozzarelline, burratine, panzerottini, friselline, tarallini e altri prodotti su strada ed in luoghi senza idoneità sanitaria. Questo ora potrebbe mettere seriamente a rischio i cosiddetti “percorsi del gusto” che con tanto amore si stavano attivando nella città federiciana, anche in occasione dell’imminente edizione speciale della Fiera di Aprile che dunque andrebbe completamente rimodulata abolendo tutto ciò che non è conforme con il protocollo igienico-sanitario. Si attende ora l’intervento della stessa Asl anche in merito a tutte le altre forme di tutela della salute pubblica, come ad esempio le regole da seguire per la somministrazione di alimenti, pasti e bevande all’esterno dei pubblici esercizi quindi nei dehors. Credo – prosegue Montaruli – che si debba assolutamente ora evitare che ci sia la città di Andria in un regime di restrizione assoluta mentre le altre città continuano nella loro babele assoluta con fortissime ripercussioni sulla libera concorrenza e sulla libertà di impresa. Se Andria ha voluto intraprendere questo percorso di estrema restrizione, di fatto riaffermando semplicemente regole e norme già inserite le codice regionale del commercio quindi già valide per tutto il territorio pugliese, ora deve dimostrare di saperla gestire. Con un Squadra Annonaria così scarsa numericamente e con così poche unità e disponibilità temporale destinate ai controlli, alla prevenzione ed alla repressione sarà molto difficile che ciò avvenga. Basti girare per le strade della città in queste ore per accorgersi che quelle stesse regole concordate vengono già ampiamente disattese. Saremo e resteremo contrari a qualunque operazione di facciata e di propaganda. Se non vedremo i risultati non esiteremo a ritirare la nostra firma dal Protocollo, non avendo alcun, legame societario che ci vincola o ci lega alla politica”. ha concluso Montaruli.

Un accordo che regola finalmente la vendita di ortofrutta nella città di Andria. Le parti che lo hanno sottoscritto sono il Comune, l’Asl Bat, la Confcommercio e le altre associazioni di categoria. Le regole sono ferree e riguardano sia i rivenditori fissi che itineranti. Al primo posto il rispetto degli spazi e dell’igiene dei prodotti venduti. L’accordo, segue i controlli che il Comune ha cominciato ad effettuare in città in materia di abusivismo commerciale e contro il rispetto delle norme igienico sanitarie, ma gli unici a pagare erano i commercianti con multe e giorni di chiusura del proprio negozio. La Confcommercio ha subito alzato la voce a difesa dei suoi iscritti. Dopo la richiesta di collaborazione con l’assessore alle attività produttive, Pierpaolo Matera si è giunti alla stipula del regolamento che prevede diversi punti. Si possono esporre al di fuori dei locali, negli spazi autorizzati, solo prodotti a buccia spessa e che quindi necessitano di essere “depellati” prima della consumazione. Inoltre gli operatori commerciali a sede fissa sono obbligati a proteggere gli alimenti dalla ricaduta di polveri o di altri agenti inquinanti con tende parasole o altre protezioni fisse o mobili. Non si possono esporre all’esterno prodotti orticoli ed è vietato vendere verdura al di fuori degli spazi autorizzati o su automezzi parcheggiati a ridosso del proprio negozio. 

Ai rivenditori itineranti, invece, è consentita l’apertura del veicolo utilizzato per vendere la propria merce solo da un lato e nessuna cassetta dovrà poggiare per terra. La sosta è consentita solo per il tempo necessario per fornire i clienti. Poi si dovrà cambiare zona. Gli agricoltori, quindi coloro che hanno la licenza per vendere i propri prodotti, devono essere forniti di idonei banchi vendita mobili e di mezzi che rispettino le norme igienico sanitarie. Il contadino che vende verdura per strada nel portabagagli della propria auto non è più ammesso.

“Abbiamo portato a casa un grande risultato”, commenta Claudio Sinisi, delegato Confcommercio Andria. “È stato stabilito un regolamento ben preciso riguardante sia i rivenditori in sedi fisse che itineranti. È stata una grande condivisione con le altre parti presenti al tavolo molto apprezzata dagli operatori di settore da noi rappresentati. Non era più possibile vedere ad Andria rivenditori itineranti che restavano fermi in un punto come se avessero il loro posto fisso di vendita al pari di chi possiede un’attività commerciale. Gli itineranti devono fare gli itineranti, cioè devono sostare solo il tempo necessario alla vendita per soddisfare la clientela presente in quel momento. E poi devono spostarsi. Gli agricoltori, invece, devono essere dotati di automezzi adeguati alle norme igienico sanitarie, non sono più permesse le autovetture. Ringraziamo, insieme alla Fida Confcommercio rappresentata da Giacinto Capogna, l’amministrazione comunale e l’assessore Pierpaolo Matera che ha subito recepito la nostra richiesta, siamo stati gli unici a formalizzarla, e ha convocato associazioni di categoria e Asl Bat per riunirsi intorno a un unico tavolo”, conclude Sinisi.