Piazza Catuma, Unimpresa: “una festa o un campo da battaglia? Disagi per esercenti e residenti”

Una festa o un campo di battaglia? Una piazza ad uso pubblico o la privatizzazione di spazi comuni? Mancano due giorni all’evento del secolo nella città di Andria; quello che precede le prossime elezioni politiche e amministrative; quello che coincide con l’invio di salatissime bollette per la Tassa Rifiuti, con commercianti costretti a pagare fino a duemila euro per soli 87 metri quadrati di superficie totale dei locali e con tantissimi atri eventi negativi che vanno assolutamente “contrastati” con lo show. Infatti alla fine sarà solo lo show e le esigenze di “scenografiche” a prevalere mentre a soccombere sono i cittadini che già dal venerdì precedente stanno subendo disagi enormi per le misure adottate; i commercianti si sono visti, a loro insaputa, ingabbiare con recinzioni metalliche che ostruiscono i prospetti e con l’interdizione al traffico veicolare con conseguenze, anche sul piano economico, già pesantissime specie per quelle attività che necessitano di condizioni di “normalità” e che non possono sostenere decisioni estemporanee e non concertate. Un caos di enormi proporzioni che si sta consumando nei silenzi istituzionali e nell’assenza di un minimo di comunicazione” – a dichiararlo è Il Presidente dell’associazione di categoria Unimpresa Bat Savino Montaruli, che ricopre anche il ruolo di Componente eletto 1^ – 3^ e 4^ Consulta Comunale della Città di Andria.

“Se questo avrebbe dovuto essere il comune 2.0 che veniva prospettato da ambiziosi politici in cerca di visibilità anche questo tentativo è miseramente fallito. Piazza Catuma si presta e si prostra ai voleri altrui e addirittura mentre ancora la Commissione prefettizia discuteva, la mattina di venerdì 28 luglio, due giorni prima dell’evento, sulle decisioni da assumere e relative concessioni, in Piazza, in quello stesso momento, già si stavano montando le mastodontiche attrezzature; il palco e tutto quanto necessario per occupare la quasi totalità della piazza che non sappiamo ancora sia stata o meno testata per sopportarne i pesi enormi. Con quali autorizzazioni all’occupazione di suolo pubblico si stava operando in quel momento? Con quali concessioni? Richieste da chi? Da rilasciare a chi? All’Ufficio commercio in Largo Grotte non risultano rilasciate ancora tali autorizzazioni all’occupazione di suolo pubblico. Eppure è quello l’ufficio competente. Allora cosa sta succedendo?”

“Siamo certi, sicuri e quindi mai metteremmo in dubbio che tutte le “carte” saranno al loro posto, al momento giusto ma sta di fatto che tutto quanto sta accadendo ed ancora accadrà nelle prossime ore e nei prossimi giorni la dice lunga sull’azzardo di insistere su quella location contestata anche dall’Amministrazione comunale la quale, però, non è stata minimamente in grado di far valere la propria presunta “opposizione” manifestata sugli organi di stampa. Queste e tante altre sono le domande ancora senza risposta. Questa sera, domani, domenica cosa accadrà in Piazza Catuma, nell’attesa dell’evento? Le attività commerciali, quelle di pubblico esercizio in che condizioni opereranno, se opereranno? Si può limitare in questo modo così aggressivo la libertà di impresa modificandone sostanzialmente operatività e condizioni logistiche? Con quale potere o eccesso di potere si può tollerare tutto questo?”

“Qualora non fosse stato possibile in alcun modo evitarlo; qualora tutto questo fosse stato il frutto di una concertazione e condivisione; qualora nessuno avesse subito danni da queste condizioni e qualora non ci fossero ad Andria altri luoghi idonei ad ospitare quell’evento e ad evitare il caos di in piazza Catuma allora forse la tolleranza avrebbe potuto prevalere ma poiché tutto ciò avrebbe potuto essere evitato semplicemente spostando lo spettacolo nei luoghi deputati a tale scopo che ad Andria ce ne sono a bizzeffe, allora no, allora, forse è veramente solo e soltanto “eccesso di potere”, con l’aggravante dell’incompetenza e della complicità dei silenzi di chi continua a tacere pensando che fino alle prossime elezioni la gente dimentichi. I nostri politici, oltre ad essere presuntuosi e spesso incapaci sono pure troppo speranzosi” – conclude Montaruli.