Piscina Comunale di Andria, Fratelli d’Italia: “subito provvedimenti utili per la riapertura”

Comunicato di Fratelli d’Italia Andria sulla situazione della Piscina Comunale: “Controversie legali, poca attenzione della dirigente ufficio sport ed ennesimi danni a struttura e strumentazioni. Queste le tre componenti che ormai da tempo creano incertezza e dubbio sull’incognita Piscina Comunale di Andria. E a pagarne le conseguenze, anche economicamente, potrebbero essere proprio i cittadini andriesi, tra cui i dipendenti e gli utilizzatori agonisti e non.

“Una situazione inaccettabile per la popolazione, -commentano Salvatore Pistillo, Antonio Mastrodonato e Andrea Barchetta di Fratelli d’Italia Andriaper quello che nel corso degli anni è diventato un impianto sportivo importante nell’intero territorio locale, oltre che un rilevante polo di aggregazione e vitalità per il quartiere e la città. Una situazione che da troppo tempo crea disagi agli appassionati del nuoto, dagli adulti ai più giovani, i quali nei periodi passati potevano svolgere le proprie attività durante tutto l’anno, anche nel periodo estivo, nello spazio dell’esterna piscina scoperta. Le controversie precedentispiegano i referenticon la nuova concessione, sembravano, almeno parzialmente, superate. Salvo arrivare alla prima decade di settembre e alla delibera commissariale n. 60 che sanciva la nomina di un legale per le controversie nei confronti della Planet Andria, alla quale l’ente comunale chiede la somma di 35 mila euro.

Una somma utile agli interventi edili, più eventuale conguaglio e interventi sugli impianti tecnologici. Dal mancato funzionamento di gran parte delle caldaie presenti, alle perdite e al possibile deterioramento delle semi-olimpioniche piscine presenti nella struttura, vuote da tempo, fino al mancato funzionamento del riscaldamento negli spogliatoi. Un problema che inevitabilmente porterà ad un ampio ritardo nell’apertura stagionale dell’impianto, con conseguenti perdite economiche da parte della ‘’Sport Management spa’’ attuale gestore della struttura, la quale, dal canto suo, avrebbe la possibilità di richiedere un risarcimento danni all’ente comunale, quindi, alla popolazione andriese, già vittima di un’inaccettabile noncuranza e di responsabilità non di certo proprie. Che la gestione commissariale, allora, porti attenzione e apprensione alla causa comunitaria dell’impianto della piscina comunale -concludono i referenti cittadini – dandole il giusto valore e significato. Per una necessità comune che non può assolutamente sprofondare nella sufficienza istituzionale”.