“Prima l’olio andriese”: adesso venditori uniamoci tutti per mandare a casa l’olio straniero, riprendiamoci la nostra sovranità alimentare ed economica

A seguito dell’iniziativa del gruppo Megamark (che sospenderà la promozione di prodotti a base di olio di oliva di origine straniera a sostegno di quello pugliese), infatti, molteplici sono risultati i commenti dei cittadini andriesi che si appellano anche alle altre realtà commerciali per promuovere la vendita dell’olio prodotto nella nostra terra, disincentivando invece quella di prodotti di altri paesi europei se non addirittura extracomunitari. In base a questo pensiero, riecheggiano le parole del cavalier Pomarico, che, attraverso un appello diffuso nei giorni scorsi online, scriveva:

“La campagna olearia 2019/2020 segna l’anno del riscatto per la produzione italiana. La Puglia, vero polmone olivicolo dell’Italia, sfiorerà il 60% dell’intera produzione nazionale di olio extravergine di oliva con un incremento del +175% rispetto allo scorso anno. Bene anche il resto del Sud con la Basilicata, che quasi quadruplica la produzione dello scorso anno, la Campania che segna un +52% e il Molise +40%. Occasione unica, per tutti, per scegliere il consumo degli extravergine italiani. Per questo abbiamo deciso di sospendere, nei supermercati Dok e Famila, l’attività promozionale dell’olio comunitario che resterà sullo scaffale con un prezzo sempre competitivo. Sosterremo le vendite dell’olio extravergine italiano con una forte e continua presenza sui volantini e sui media. Siamo tutti chiamati a scegliere l’extravergine italiano, vero scrigno di alta qualità e portatore indiscusso di benessere e salute ricordandoci sempre che gli ulivi rappresentano un’affascinante attrazione per tanti turisti innamorati dei nostri territori. È importante essere uniti per sostenere l’economia del Sud”. Il post:

Uniti per sostenere l'economia del Sud!

Pubblicato da Francesco Pomarico su Sabato 11 gennaio 2020

Ma ad Andria l’appello dei cittadini e di alcuni produttori oleari va oltre: l’intenzione è quella di estendere l’iniziativa a tutte le attività commerciali, possibilmente con il blocco totale della vendita di prodotti di origine straniera, a favore dell’economia interna. Un’iniziativa – al momento soltanto teorica – che potrebbe restituire al territorio in un colpo solo la sovranità alimentare, oltre che economica.

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