Primarie in “zona Cesarini”

Il PD di Andria ha scelto, a maggioranza, di affidare l’individuazione del candidato sindaco del centrosinistra alle “primarie di coalizione”. Si è altresì impegnato, con quella stessa decisione, a “fare sintesi” sulle proprie proposte. Il che, tradotto dal politichese, significa definire una propria candidatura da sostenere unitariamente.

Lo strumento delle primarie è certamente da condividere in via di principio, come espressione di ampia democrazia. Ma proprio per questo le primarie vanno istituzionalizzate, e non svolte in maniera episodica, e vanno celebrate con largo anticipo rispetto alla data della competizione elettorale. Esse non possono ridursi allo “scaricabarile” dell’ultimo momento di gruppi dirigenti divisi e indecisi.

Un metodo di tal fatta, praticato in “zona Cesarini”, produce due gravissimi inconvenienti: non concede a tutti gli aspiranti il tempo necessario a sviluppare un confronto ad armi pari, agevolando chi è già strutturato ed organizzato; lascia divisioni sul campo a pochi giorni dalla vera competizione elettorale con gli avversari politici, senza offrire il tempo necessario a ricomporre una convinta unità della coalizione.

Se poi si guarda al quadro delle ipotizzate primarie andriesi, la difficoltà si rende ancor più evidente in relazione a tre fattori critici: 1) Sinistra Ecologia e Libertà, che si è fatta promotrice sin dall’inizio delle primarie di coalizione, si allontana dal tavolo delle trattative per le fibrillazioni provocate dalla vicenda regionale; notizie di stampa, inoltre, evidenziano che unitamente a Recupero e Sviluppo, queste due formazioni sono disposte ad appoggiare un proprio candidato sindaco che potrebbe essere lo stesso sindaco uscente, ove non superasse le primarie; 2) l’UDC, che in Puglia dichiara di perseguire l’alleanza con il PD, ad Andria sembra voler appoggiare un autonomo candidato sindaco; 3) le forze della coalizione hanno deciso di indire primarie “aperte”, cui può candidarsi chiunque raccolga cento firme di sostegno e sottoscriva alcuni impegni programmatici, ma il PD ha deciso di “fare sintesi”.

Il rispetto per le decisioni del Coordinamento cittadino del PD, assunte a maggioranza, non può esimerci dal sollevare enormi perplessità su quanto si dovrebbe “celebrare” nei prossimi giorni. Non va trascurata la circostanza che, ad oggi, il PD non ha ottemperato allo stesso deliberato del Coordinamento che lo impegnava a “fare sintesi” sulle proprie proposte.

Il PD deve scegliere e presentarsi unito. Un diverso esito appare politicamente inaccettabile, ancor più alla luce della posizione paventata da Sinistra e Libertà e da Recupero e Sviluppo.

Invitiamo, pertanto, tutte le forze della coalizione a sviluppare una sollecita e approfondita riflessione sulle criticità sin qui richiamate, affinchè si possano perseguire obiettivi unitari evitando di trasformare uno strumento di democrazia in strumento di divisione e di deleteri tatticismi politici.

Sabino Fortunato, Giuseppe Pirro, Giovanni Cirulli, Nicola Fratepietro, Vincenzo Antolini, Vincenzo Caricati, Dino Di Leo, Sabina Leonetti.