Processo su presunti jihadisti arrestati ad Andria, colpo di scena dalla Suprema Corte: “Indottrinare al martirio non è reato”

Erano stati accusati a promuovere una campagna “finalizzata a indurre una generica disponibilità a unirsi ai combattenti per la causa islamica e a immolarsi per la stessa” ma per la Suprema Corte ha ritenuto non considerare i soggetti coinvolti come potenziali terroristi in quanto: “Indottrinare al martirio non è reato”.

E’ quanto emerge dagli aggiornamenti sul “Caso Andria” in merito alle motivazioni depositate ieri sulla sentenza di assoluzione, emessa lo scorso 14 luglio, dei cinque jihadisti della moschea di Andria. L’accusa era di terrorismo internazionale di matrice islamica. In sostanza, l’accusa cade perché nessuno di loro ha commesso atti terroristici.

Gli arresti erano scattati nell’aprile 2013. Le intercettazioni risalirebbero al 2009. Ne ha parlato anche un servizio televisivo locale (Fonte VIDEO: Canale YouTube di Tele Sveva):