Profilo della Salute ad Andria, Di Bari (M5S): “è fondamentale e va esteso anche nelle altre città della Puglia”

Con una lettera indirizzata ai bambini ammalati di cancro, il dottor Dino Leonetti, ha annunciato la decisione di “mollare la spugna” per quello che riguarda il suo progetto di monitorare il territorio della Bat per comprendere le cause di espansione delle neoplasie tumorali, lamentando il disinteresse delle istituzioni. Si esprime in merito la consigliera del M5S Grazia Di Bari.

“Sono addolorata per questa decisione – spiega la consigliera pentastellata – e purtroppo conosco la sensazione di sconfitta quando ti scontri contro un muro di gomma. È successo anche a me quando a dicembre scorso ho tentato, inutilmente, di fare approvare nella legge di bilancio della Regione Puglia un emendamento che prevedeva il monitoraggio sanitario sperimentale dei malati oncologici da parte delle ASL territorialmente competenti. La mia richiesta non è stata accolta perché, come spesso accade, la maggioranza a parole si dice pronta a difendere la salute, ma poi alla prova dei fatti si tira indietro”.

L’emendamento chiedeva di finanziare progetti pilota di studio e monitoraggio dei malati oncologici attraverso tavoli scientifici composti da medici, ingegneri ed altre figure professionali, al fine di effettuare studi sulle cause di rischio responsabili dell’insorgenza della malattia cancerogena in soggetti residenti nel territorio regionale tra i 0 e 40 anni, collaborando così alla compilazione del Profilo della salute cittadino, atto necessario e primario per la conoscenza dello stato di salute del territorio e dei cittadini; la geolocalizzazione dei pazienti con patologie neoplastiche tra i 0 e 40 anni; lo studio dei pazienti e valutazione dei relativi stili di vita (alimentazione, professione, hobby, mobilità ecc.) ed eventuali recidive, in collaborazione con psicologi, medici di famiglia e pediatri.

“Il Profilo della salute – continua Di Bari – è stato finanziato ed effettuato solo su Barletta, ma i risultati rimangono ancora chiusi in un cassetto e non ne comprendiamo le ragioni. Questo progetto va esteso anche ad altre città della Puglia. Cosa stiamo aspettando?”