Puglia: allevatori difendono il lupo “ci aiuta a controllare i cinghiali nell’Alta Murgia”

La presenza del lupo nell’Alta Murgia – cui numero della popolazione risulta aumentato negli ultimi anni – ha inizialmente messo in guardia alcuni allevatori che in non pochi casi hanno incolpato al più popolare canide selvatico le cause di aggressioni di capre e pecore senza nemmeno verificare se a causare il decesso di questi animali domestici possano essere stati dei cani rinselvaticiti (a volte ben più aggressivi dello stesso lupo!). A tal proposito, curioso risulta un progetto innovativo che promette di creare un connubio perfetto tra attività rurali e patrimonio naturale legato alla biodiversità:

Nato nel territorio di Altamura, il progetto Allupo prevede di mitigare il conflitto tra zootecnia e lupi attivando un ufficio territoriale dell’associazione CeRB chiamato “Stazione Biologica e il Centro di Documentazione del Lupo e delle Attività Pastorali”(SB) per la promozione della ricerca, della didattica sulle strategie di conservazione dei sistemi agro-pastorali. Il progetto – si legge sul sito ad esso dedicato – è stato ideato dall’Associazione Centro Ricerche per la Biodiversità (Ce.R.B.) in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia (PNAM), Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari (UniBa) e le aziende agricole masserie Tre Fratelli Corte Cicero e Jazzo Corte Cicero – la lana del lupo situate in agro di Altamura, ed è stato finanziato dalla Fondazione con il Sud e co-finanziato dal PNAM. Ricordiamo che il lupo è una specie protetta in Italia dal 1971 e attualmente l’uccisione di un lupo viene punita con l’arresto o pesanti ammende. A livello comunitario, oltre alla Convenzione di Berna, anche la Direttiva comunitaria Habitat 43 del 1992 prevede la protezione del lupo e del suo habitat. Particolare attenzione viene coltivata anche sul ruolo del lupo nel territorio pugliese:

Il mammifero appare come un naturale predatore dei cinghiali, specie estinta naturalmente in buona parte del territorio pugliese ma poi reintrodotta artificialmente nei primi anni del 2000 dall’Ambito Territoriale Caccia Bari, poi rivelatasi di fatto incontrollabile. Oggi l’Alta Murgia deve ancora vedersela con il fenomeno della sovrappopolazione di cinghiali la cui presenza potrebbe essere controllata naturalmente dalla caccia da parte del lupo. Stando quanto riportato da fonti giornalistiche telematiche, infatti, secondo un’analisi sulla popolazzione del cinghiale, solo in un periodo compreso dal 2011 al 2016 si è passati da una densità stimata di popolazione di 8,6 esemplari per ogni 100 ettari ad una di 34 esemplari per ogni 100 ettari.

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