Nei giorni scorsi, il Tribunale di Bari ha riconosciuto un indennizzo di 285.000 euro ai familiari di un meccanico navale deceduto per mesotelioma e ufficialmente riconosciuto come vittima del dovere:
La sentenza definitiva:
Stando a quanto si apprende, l’uomo aveva prestato servizio per un periodo di circa trent’anni come tecnico sulle navi della Marina Militare e per diversi anni era stato impiegato nella base di Taranto, dove ha inalato fibre di amianto quotidianamente senza esserne consapevole. La diagnosi di mesotelioma, tumore strettamente collegato all’esposizione all’amianto, risale al 2021; la morte è avvenuta nel 2024. La sentenza del tribunale del capoluogo pugliese è divenuta definitiva poiché il Ministero della Difesa non ha presentato appello contro la decisione. Il riconoscimento come vittima del dovere e l’assegnazione dell’indennizzo rappresentano un importante riconoscimento del danno subito dalla famiglia di Pantaleo e della responsabilità dello Stato nel garantire condizioni di lavoro sicure per il personale militare. La vicenda riporta all’attenzione pubblica i rischi legati all’amianto nelle strutture e nei mezzi storicamente contaminati, nonché l’importanza di misure preventive, sorveglianza sanitaria e tutele per chi ha prestato servizio in ambienti a rischio. La cifra stabilita dal tribunale intende compensare il danno patrimoniale e non patrimoniale subito dai congiunti, ma la sentenza ha anche un valore simbolico, sottolineando l’obbligo delle istituzioni di rendere conto e di intervenire per evitare che altri lavoratori vengano esposti a pericoli noti.
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