Quando Auriti disse: “non è possibile concepire la “globalizzazione” delle civiltà”

“Su una dichiarazione di Silvio Berlusconi – In relazione a quanto affermato dal Presidente dei Consiglio, circa la superiorità della cultura occidentale sulle altre, va precisato che non è possibile concepire la “globalizzazione” delle civiltà. In particolare non si può porre sullo stesso piano la civiltà europea con quella angloamericana. Per giudicare le grandi linee dei messaggi di civiltà, va posta la distinzione tra la cultura semita (araba, ebraica ed angloamericana) e la cultura romanocristiana. In quella la religione è subordinata alla sovranità politica, in questa la sovranità e subordinata eticamente al magistero dei Cristianesimo.

Il Messa di gloria degli ebrei e la guerra santa dell’Islam sì contrappongono in rapporto di assoluta incompatibilità al Messia crocifisso quando afferma: “il mio regno non è di questo mondo”. Questa tesi per i politici di moda  è inaccettabile perché avrebbe per essi un connotato fallimentare. Infatti, chi non ha fede non può comprendere l’importanza dell’ulteriore insegnamento di Cristo, che al precedente si collega: “fate la volontà del padre mio che è nei cieli, il resto vi sarà dato in sovrappiù “. Questa contrapposizione comporta una scelta etica fondamentale perché evidenzia il principio del “servire” in antitesi a quello del “servirsi”. Solo su queste premesse si spiega infatti la differenza tra Sacro Romano Impero, da una parte e, dall’altra, Islam e Commonwelth (in cui il re d’Inghilterra è il capo della eresia protestante, secondo la logica semita della subordinazione del potere religioso a quello politico).

La testimonianza dell’amore infinito di Cristo che costituisce il cuore del Vangelo è quando Cristo sta di fronte a Caifa che gli domanda: “Sei tu il figlio di Dio?”; Cristo conferma: “Tu l’hai detto”, e per questo va in croce. A questo punto o si crede o non si crede; se non si crede Cristo avrebbe mentito non per salvarsi ma per andare in croce, il che è impossibile. Poco prima aveva detto al Padre “allontana da me se puoi questo calice amaro, e sia fatta non la mia, ma la tua volontà”.

Chi avrebbe potuto inventare una storia romanzata cosi assurda? Ecco perché ci piace ricordare la fondamentale scelta di fede pronunciata da Benedetto Croce: “Perché non possiamo non dirci Cristiani”. Ed è su questo principio che basa la superiorità della tradizione romanocristiana che è l’essenza della civiltà europea. Non si tratta di stabilire un principio di subordinazione gerarchica o qualitativa ma puramente etica in quanto basata sulla verità rivelata e scientificamente interpretata, secondo i principi della totalità e coerenza ermeneutica“.             

Fonte www.abruzzopress.it. Per informazioni www.simec.org – E-mail   moalpo@gmail.com