Ragazza andriese morta di cancro: i giovanissimi ciclisti la ricordano con il “6° Memorial Giorgia Lomuscio”

Domenica 17 giugno, ad Andria, a partire dalle ore 9.30, si terrà il 6° Memorial Giorgia Lomuscio. Una gara di ciclismo su strada, un percorso cittadino tra le vie della città di Andria riservato ai giovanissimi dell’A.S.D. Andria Bike e, soprattutto, a favore della ricerca contro il Sarcoma di Ewing. “L’A.S.D. Andria Bike supporta l’Associazione Giorgia Lomuscio ormai per la sesta volta e lo farà per sempre” – dichiara Luigi Tortora, DS dell’Andria Bike– “Non esiste, infatti, Andria Bike senza Giorgia Lomuscio. Ringrazio, per questo e non solo, gli sponsor, il nucleo di volontariato della città di Andria e tutte le persone che supportano dietro le quinte la nostra attività”.

Tra questi figura Gianluca Sanguedolce, impegnato in ambito immobiliare e non solo, che ha ospitato nella sede della sua attività genitori e ragazzi delle due associazioni per un incontro di presentazione della gara sopra citata: “Sono onorato di ospitare l’A.S.D. Andria Bike e l’Ass. Giorgia Lomuscio per questa presentazione del 6° Memorial Giorgia Lomuscio. Queste due associazioni fanno tantissimo per lo sport e, soprattutto, per la beneficienza. Non posso far altro che supportarle nel mio piccolo”. Lo scorso Memorial è coinciso con una prova della short track invernale, organizzata con altre società di altre città pugliesi. “Una bella manifestazione con finale a Ruvo e una tappa disputata ad Andria che ha consentito a tanti giovani ciclisti di potersi allenare anche durante il periodo invernale”- dichiara Luigi Tortora- “Per questo devo ringraziare Lorenzo Spinelli, presidente del comitato provinciale FCI Bari-Bat”.

“Questa gara rientra nelle prove del campionato regionale di società giovanissimi” – dichiara Lillo De Feudis, altro membro storico dell’A.S.D. Andria Bike- “La gara, quindi, non sarà fine a se stessa perché produrrà punti per le società. Si tratta di un percorso su strada e, quindi, anche dal punto di vista tecnico sarà molto interessante. Ma al di là di questo, la gara è importante perché ci fa piacere supportare questa nobile causa. Ci piace supportare nel nostro piccolo tutto questo e, soprattutto, siamo molto fiduciosi per i progressi della ricerca in merito”.  Ricerca che sta compiendo passi da gigante, come confermato dallo stesso Giuseppe Lomuscio, papà di Giorgia e presidente dell’associazione omonima: “Il gruppo di ricerca dell’ospedale Meyer di Firenze è a buon punto nello sviluppo di una molecola che possa contrastare questo male. Certo poi il tutto va verificato e attuato. Ma noi siamo fiduciosi. Questo è un messaggio di grande speranza ma serve sempre che tutto questo venga condiviso. Se continuiamo a fare sempre le stesse cose non cambierà mai nulla. Questa problematica è ben presente nella città di Andria, sono 40 i casi accertati di tumore infantile in città, e noi continueremo imperterriti nel lottare contro tutto questo. Proprio qualche settimana fa abbiamo fatto una donazione importante di circa 11 mila euro proprio all’ospedale di Firenze”.

Sulla gara e sullo sviluppo dell’associazione “La gara partirà dall’associazione di Giorgia, sempre attiva e ospitale, piena di persone dedite a questa causa. E la storia di Giorgia sta abbracciando anche altre città. Un ragazzino di Spinazzola qualche giorno fa mi ha scritto ad esempio: “Tanti decidono di fare il meccanico, la parrucchiera o altri mestieri ma pochi decidono di diventare un angelo. E Giorgia lo è diventato”. Una riflessione che riempie di gioia. Persone come me che hanno vissuto esperienze così traumatiche devono dimostrare di essere forti. Occorre testimoniare come ci si possa riprendere dopo un’esperienza del genere. In me il dolore si è evoluto: non si dimentica, ma il dolore può diventare qualcosa di positivo. E noi non ci sentiamo mai soli in tutto questo. E quando si fa qualcosa insieme questo porta forza e speranza a e far comprendere davvero il valore della nostra vita. In questo lo sport aiuta tanto nel formare un ragazzo: insegna ad accettare meglio la sconfitta e a godere delle vittorie”.