Refezione scolastica ad Andria: “piatti biologici e facoltativi per scuole di 1° e 2° grado, servizio invariato per asili e scuole materne”

Conclusi i lavori della IV Commissione Consiliare Servizi – tenutasi nel pomeriggio di oggi con all’ordine del giorno un solo argomento, ovvero “Approfondimento sul servizio di refezione scolastica delle scuole primarie di primo e secondo grado” – l’assessore alla Pubblica Istruzione, avv. Paola Albo, ha ribadito quanto già emerso nei giorni scorsi, ovvero che la Deliberazione di Giunta numero 145/2017 ha autorizzato il Dirigente responsabile di Settore all’adozione del nuovo Capitolato di appalto per il nuovo affidamento per gli anni scolastici 2018/2021 e, nelle more, ha impegnato lo stesso responsabile all’adozione degli atti con i quali prorogare, “in continuità, il servizio in atto onde evitare interruzioni di sorta e dunque gravi disservizi per tutto l’anno scolastico 2017/2018”.

Nel corso dell’audizione l’ass. Albo ha dunque specificato che quello adottato dalla Giunta è stato “un indirizzo politico necessario per il successivo atto dirigenziale di proroga tecnica adottato con l’obiettivo di non interrompere lo stesso servizio e dunque di non provocare pregiudizi all’utenza scolastica interessata alla refezione scolastica”.

Quanto alle caratteristiche che il servizio dovrà avere per i prossimi anni scolastici, e che andranno definiti in sede di Capitolato Speciale di Appalto, l’ass. Albo ha precisato che:

“alla luce degli obblighi sul tasso di copertura del costo del servizio, che è al momento fermo al 36% , percentuale che la normativa attuale e le pronunce della Corte dei Conti vorrebbero elevare fino alla copertura quasi totale, sarà inevitabile la revisione delle tariffe attualmente applicate con costi aggiuntivi per le famiglie. Quindi delle due l’una: o si ricorre al pasto domestico, ovvero alla possibilità di poter portare il pasto da casa in alternativa a quello erogato dal servizio fornito dalle scuole, oppure si mantiene il servizio e si paga un costo più alto che terrà conto, per esempio, anche della introduzione di alimenti biologici e di prodotti tipici del territorio. Quindi nulla è stato deciso per la scuola secondaria di primo e secondo grado e anzi sarà il Comune, insieme alla comunità cittadina interessata (genitori e mondo della scuola) a valutare l’una o l’altra opzione. Di qui la necessità” – ha detto ancora l’assessore Albo nel corso dell’audizione – “di individuare, con il contributo di tutti, la strada migliore tra il pasto domestico ed il servizio con tariffe più alte. Per questo l’assessorato si è già posto in ascolto ed ha avviato un positivo confronto con i sindacati, e presto saranno ascoltati i dirigenti scolastici per poi coinvolgere, attivamente, anche le associazioni che rappresentano i genitori, al fine di arrivare ad una conclusione il più possibile condivisa”.

Ovviamente il tema non riguarda il servizio di refezione scolastica per la scuola materna e l’asilo nido comunale che non subirà variazioni di alcuni tipo, fatta eccezione per le caratteristiche alimentari.