Regolamento dehors ad Andria, Unimpresa: “il lavoro non è per nulla concluso”

Il consiglio comunale approva. Approva il Regolamento comunale dei Dehors al quale, con l’assessore Matera, hanno lavorato gli ordini professionali e le associazioni di categoria. Savino Montaruli di Unimpresa, sempre presente e partecipe alle sedute di predisposizione dell’atto esecutivo, autore anche dell’emendamento che ha definito i limiti di superficie esterna occupabili dagli esercenti, a tutela del decoro e della libera concorrenza, ha dichiarato:

“se il consiglio comunale non avesse approvato il Regolamento sarebbe intervenuto il Prefetto a metter fine a quella che, negli anni, è sembrata una vera farsa con attori che si sono avvicendati mentre gli esercenti subivano e pagavano verbali, rispondendo a diffide e rischiando denunce penali, indotti anche ad essere evasori per costrizione, non potendo pagare neppure la Tosap al comune che non ha incassato. Oggi prendo atto della deliberazione di consiglio ed ora mi aspetto il definitivo “sigillo” da parte della Soprintendenza perché il lavoro non è per nulla concluso, anzi. Ora viene la parte più delicata dell’intera vicenda. Infatti la Soprintendenza di Foggia e Bat deve dare il suo parere obbligatorio sull’atto deliberativo, al fine di evitare un’altra “Barletta” dove le conseguenze sono state pesantissime seppur in presenza di un regolamento approvato dal consiglio comunale. Sarò io stesso ad inviare al Prefetto ed alla Soprintendenza copia della deliberazione comunale e del regolamento approvato, in modo da riceverne parere formale e certificato. Tutto quello che è accaduto finora è indegno di un’amministrazione comunale ed ha messo a dura prova gli imprenditori esponendoli a drammatiche conseguenze che ancora non vedono fine essendoci elementi di controversie giudiziarie ancora in atto. Chi ha continuato a pensare che il Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico fosse la stessa cosa del Regolamento Dehors in relazione alle competenze della Soprintendenza ha continuato a sbagliare. A chi ha ruoli politici, istituzionali e polisindacali questo non è permesso né può essere consentito. Alla fine abbiamo avuto ancora una volta ragione noi.” – ha concluso Montaruli. Nelle altre città cosa sta accadendo? Cosa accadrà?