Relazione Antimafia conferma: “Ad Andria rete di criminalità organizzata, a rischio anche fondi PNRR“

“Il territorio della BAT, d’altra parte, esprime anche organizzazioni criminali autoctone che “operano autonomamente all’interno di un tessuto economico estremamente attivo – fatto di piccola impresa, industria, grandi attività commerciali e agricoltura: il che da un canto la rende un potenziale appetibile per le mafie, dall’altro genera un montante criminale, in tema di reati fallimentari, tributari e societari, assolutamente preoccupante”. La fotografia dello scenario criminale della provincia è stata scattata anche dal Procuratore di Trani, Renato Nitti, che a margine di un incontro sulla legalità svoltosi ad Andria ha fatto cenno al “poliformismo criminale” di quell’area geografica in cui le “mafie non esercitano il dominio sul territorio, ma lo spogliano, lo depredano, aprendolo persino alle scorrerie di clan storici ed egemoni in altre province e regioni”. Del resto la scrupolosa lettura dei fenomeni mafiosi nella provincia ha portato il 27 luglio 2021 all’ apertura dei 3 presidi di legalità – Questura ad Andria, Comando provinciale dei Carabinieri a Trani e Comando provinciale della Guardia di finanza a Barletta – ricorda la Direzione Investigativa Antimafia (Dia) riguardante il lavoro svolto nel secondo semente del 2021. Nel rapporto, la Dia riporta poi che:

Più recente invece è la sottoscrizione presso il Palazzo del Governo a Barletta del Protocollo di Legalità per il territorio della provincia di Barletta Andria Trani con l’intento di rafforzare le misure di prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli affidamenti pubblici delle concessioni e delle procedure concorsuali, con particolare riguardo alle ingenti risorse che saranno trasferite agli enti locali nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel territorio della sesta provincia pugliese assume rilevanza, tra l’altro, il recentissimo scioglimento del comune di Trinitapoli decretato con DPR il 5 aprile 2022 a seguito dell’insediamento il 29 luglio 2021 della Com- missione di accesso antimafia nominata dal Prefetto di Barletta Andria Trani su delega del Ministro dell’Interno al fine di svolgere accertamenti mirati ed approfonditi volti a verificare la sussistenza di eventuali forme di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare tali da determinare un’alterazione del processo di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione Comunale, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidata. Nell’attuale momento storico di ripartenza economica del Paese favorita dalle risorse del PNRR gli obiettivi fondamentali volti a rafforzare le strategie di prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale sono stati formalizzati anche riguardo ai territori della criminalità or – ganizzata salentina anch’essa incline a penetrare il tessuto economico e a infiltrare gli enti locali e le attività della Pubblica amministrazione“ – riporta la relazione.

Dopo aver inevitabilmente risentito per anni delle ineludibili interferenze dei territori limitrofi di Bari e Foggia, la criminalità del territorio della provincia di Barletta Andria Trani ha oggi acquisito un proprio corpus identitario – divenuto a tutti gli effetti una criminalità autoctona – ampliando il proprio raggio d’azione e diversificando le modalità operative…”. Con queste parole il Prefetto della provincia di Barletta-Andria-Trani, Maurizio VALIANTE, descrive il panorama delinquenziale del territorio dove il 27 luglio 2021 alla presenza del Ministro dell’Interno, del Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, del Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri e del Comandante Generale della Guardia di finanza è stata inaugurata come già accennato in premessa l’apertura dei tre presidi di legalità – Questura ad Andria, Comando provinciale dei Carabinieri a Trani e Comando provinciale della Guardia di finanza a Barletta. Il polimorfismo criminale che caratterizza la BAT è stato più volte descritto anche dal Procuratore di Trani, Renato NITTI, a margine dei numerosi incontri sulla legalità tenutisi recentemente nella provincia come ad esempio quello sul tema Cultura della legalità e politiche disicurezza: per un Paese più vivibile” organizzato dal CPIA di Andria. Il Procuratore ha evidenziato come la criminalità mafiosa nella BAT sia un’emergenza da non sottovalutare anche in considerazione della forte ascesa dei principali fenomeni criminali che attestano “un’aggressività verso il tessuto economico imprenditoriale e verso i patrimoni dei cittadini del tutto straordinaria”. La conferma degli allarmanti segnali di gravità della situazione criminale è stata tra l’altro ribadita anche dal Procuratore Generale di Bari, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022. Le mafie autoctone insediate nella BAT non esercitano un completo dominio su questo territorio e, pur depredandolo, consentirebbero l’operatività anche di clan egemoni altrove. Le delicate fasi di “ripresa” e “ricostruzione” delle attività imprenditoriali a seguito delle gravi ripercussioni economiche originate dalla pandemia potrebbero esporle al rischio di ingerenze da parte della criminalità organizzata“. Non a caso, continua il Prefetto:

le diverse componenti della squadra Stato stanno mettendo in atto nuove strategie per prevenire rischi di interferenze della criminalità organizzata nell’’impiego dei fondi del PNRR e delle poderose risorse già assegnate ai Comuni per la realizzazione delle progettualità strategiche per i rispettivi territori. La percezione della pericolosità dei soggetti notoriamente inseriti in gruppi criminali continua a dar vita a forme delittuose di estorsione anche di tipo ambientale a danno di operatori economici spesso vittime di violenze e minacce. Il riferimento è ai sequestri lampo a scopo estorsivo, prova concreta ed evidente della nuova dimensione acquisita dalle organizzazioni criminali che operano sul territorio manu militari”. Il link diretto alla relazione completa: https://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/wp-content/uploads/2022/09/Relazione_Sem_II_2021-1.pdf

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