Rifiuti pericolosi e speciali presso le cave di bauxite di Spinazzola, la denuncia dell’associazione andriese 3Place

“La scrivente associazione 3PLACE ETS con sede in Andria, in Largo Martiri di Via Fani, 4, associazione che ha tra i vari scopi quelli di tutela e salvaguardia ambientale, del territorio e della salute pubblica in data 25 Ottobre 2020 rileva la presenza di una quantità elevata di RIFIUTI PERICOLOSI e NON e RIFIUTI SPECIALI, presso il Sito Cave di Bauxite ubicato in agro di Spinazzola lungo la strada tra Castel del Monte e Spinazzola” – comincia così il contenuto di una lettera inviata dall’associazione ambientalista andriese ad enti locali e Ministero dell’Ambiente nonché alla Guardia di Finanza ed alla Polizia Locale del Comune di Spinazzola. “In particolare,” – si legge nella lettera – “con riferimento alla Mappa seguente, in cui abbiamo inserito i punti di ritrovamento dei rifiuti:

Siamo a riportare di seguito quanto rilevato: – PUNTO 1: la prima cava che si incontra lungo il percorso sterrato che porta dalla strada Castel del Monte-Spinazzola alla cava grande di bauxite (PUNTO 2). In questa cava, se ci si affaccia dal lato EST (ossia il lato che costeggia la strada sterrata – dove vi è un muretto in tufo), è possibile notare una MONTAGNA DI RIFIUTI di qualsiasi genere. Una montagna che si è creata nel corso del tempo, anni, che potrebbe essere ampia 10 metri quadrati di base (alleghiamo foto e video) – PUNTO 2: appena si giunge alla “grande” cava di bauxite, sulla parete lato NORD, è possibile notare una MONTAGNA DI RIFIUTI di ogni genere, sversati nel corso degli anni dal punto in cui adesso è transennato.

Nella stessa cava abbiamo rilevato la presenza di una batteria, sembrerebbe di un autocarro (alleghiamo foto) – PUNTO 3: presenti decine di pezzi di lastre in amianto che costituivano le coperture degli edifici che servivano da base ai lavoratori delle cave di bauxite (strada sterrata che va dal Punto 2 CAVA GRANDE AL PUNTO 5). Questo è uno dei ritrovamenti piu’ GRAVI in assoluto, in quanto vuol dire che, in piu’ di 40 anni, dal 1978 data chiusura delle cave ad oggi, NESSUNO si è mai occupato della bonifica di quei tetti, di quel sito. L’amianto adesso, lo si può trovare frantumato in diversi pezzi della grandezza che va dai 10 cm quadrati a ad arrivare a qualche lastra di un metro, disseminate tra la vegetazione selvatica dell’Alta Murgia (alleghiamo foto) – PUNTO 4: due frigoriferi, o due pezzi di uno stesso frigorifero si confondono tra la Natura selvatica della Murgia. La carcassa ormai presenta svariati punti di ruggine, segno che quel frigorifero è lì da mesi se non anni…si intravede anche la parte elettrica del frigo e quella di coibentazione (alleghiamo foto) – PUNTO 5: quattro carcasse di automobili bruciate e gettate in una delle due cave a EST. Un ritrovamento che ci ha lasciato a bocca aperta: alcune di queste carcasse sembrerebbero appartenere ad automobili di qualche decennio fa (alleghiamo foto) A valle di tutti questi ritrovamenti SIAMO A RICHIEDERE  Come mai nessuno tra ENTE PARCO, Autorità e Istituzioni si è mai accorto della presenza di questo SCEMPIO in un posto meraviglioso dal punto di vista naturalistico e della biodiversità?  Considerato che è impossibile NON VEDERE e NON ACCORGERSI di questi rifiuti sia per la grandezza del “fenomeno” e sia per la “gravità” dello stesso in merito alla tipologia di rifiuti presenti, come mai nessuno tra ENTE PARCO, Autorità e Istituzioni è intervenuto ad una bonifica del sito?  Come mai l’amianto è presente lì da 40 anni e mai nessuno ha provveduto alla bonifica dello stesso?”

“Mettendo in pericolo la salute e la sicurezza di migliaia di persone che ogni anno visitano le Cave  Come mai quelle carcasse di auto incendiate si trovano gettate in una delle cave e sono lì da diversi anni considerato gli scheletri delle auto stesse?  E’ possibile procedere ad una bonifica totale dei siti? Si tenga presente che un eventuale incendio di quei rifiuti si tradurrebbe in un danno ambientale e sanitario di dimensioni elevate. Oltre al fatto che la sola presenza di quei rifiuti in quello stato è già un danno ambientale, e potrebbe esserlo anche sanitario. Senza dimenticare che la sicurezza delle migliaia di persone che vanno in quei luoghi ogni anno.  Considerata la posizione geografica del posto e la quasi impossibilità di sorvegliare una area vasta 24h/24h, perché non si provvede ad installare delle foto-trappole alimentate con batteria tampone o alimentate da pannello fotovoltaico + batteria? A nostro parere sarebbe sufficiente l’installazione di queste foto-trappole, la successiva cattura in flagranza dei soggetti e sanzione, e la pubblicazione delle foto in pubblico (oscurando i volti e le targhe) per creare un deterrente molto efficace contro un fenomeno che potrebbe non avere mai fine. La nostra pertanto non vuole essere solo una lettera di DENUNCIA, e di richiesta di bonifica dei siti, ma anche di collaborazione con Ente, Autorità e Istituzioni. Potremmo ad esempio darvi consigli sulla tipologia di foto-trappole da installare, partecipare ad una azione “simbolica” di cleanup (ossia di raccolta rifiuti) in sito con i nostri volontari associati e non, partecipare ad una azione di sensibilizzazione sottolineando l’importanza di salvaguardare un sito naturalistico come quello delle Cave di Bauxite. La condotta in esame integrerebbe la violazione degli Art 255 d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152, per l’abbandono e al del reato di trasporto abusivo di cui all’art. 256, comma 1, codice penale. Si chiede formalmente punizione del trasgressore come è nelle forme stabilite dalla legge, con deferimento alla competente autorità giudiziaria. Restiamo disponibili per contatti e per chiarimenti di qualsiasi genere. Cordiali saluti” – concludono da 3Place.

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