Riflessioni di un andriese che pulisce spiagge: “se le cozze crescono sulla plastica abbandonata, noi cosa ci mangiamo?”. Un motivo in più per non abbandonare rifiuti

Prima della nascita delle associazioni ambientaliste territoriali, c’è chi – come il nostro concittadino ecologista Nicola Montepulciano – da decenni ha l’abitudine di recuperare materiale di origine artificiale abbandonato nelle zone naturali della nostra provincia. Non solo nelle campagne di Andria, ma anche lungo le vicine spiagge di Barletta, Montepulciano è intervenuto in più occasioni rimuovendo autonomamente alcuni rifiuti trovati occasionalmente nel corso delle sue passeggiate a contatto con la natura. E’ il caso di un episodio risalente alla scorsa estate e riferito negli ultimi giorni al nostro blog:

“Quando estrassi questa busta di plastica dal mare, per la mia solita e solitaria azione di pulizia quotidiana estiva, la prima reazione fu di stupore e sgomento. Rimasi muto. Non pubblicai presto le foto. Poi la riflessione. Le cozze filtrano l’acqua rendendola pura, libera da batteri e virus eventualmente presenti in acqua, invisibili ad occhio nudo. La principale fonte alimentare è il fitoplancton. La plastica non è fitoplancton e nemmeno batterio e virus, perciò non se ne potrebbero nutrire. Non se ne possono o non se ne potrebbero? Non sono biologo marino perciò non so rispondere. Queste cozze hanno trovato come substrato utile una busta di plastica, ma si sa che la cozza ha una notevole capacità di adattamento ed è in grado di colonizzare una grandissima quantità di substrati: scogli naturali e artificiali, piccole, a volte piccolissime, e grandi pietre, corde, boe,etc., che noi tutti abbiamo osservato tante volte, ma la busta di plastica non l’ho mai vista prima. Mostrando questa foto ad un mio amico ha detto:<< Sono già pronte “in busta” per la commercializzazione, che altro vogliamo dalla vita ?>>” – ha concluso Montepulciano. Dopo essere stati rimossi e ripuliti, i rifiuti plastici recuperati sono stati poi conferiti negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. Proprio grazie alla puntuale ed umile riflessione del nostro concittadino ecologista, noi del blog di VideoAndria.com abbiamo voluto approfondire su questo punto, facendo un’amara scoperta:

Facendo una semplice ricerca su Google, infatti, è possibile individuare il contenuto dei risultati di una ricerca pubblicati nel 2021 dalle Università di Hull e York (Hull York Medical School). Lo studio ha evidenziato che il contenuto di microplastiche rilevato nei campioni di organismi marini osservati era compreso tra 0-10,5 microplastiche per grammo (mp/g) nei molluschi, tra 0,1-8,6 mp/g nei crostacei e tra 0-2,9 mp/g nei pesci. Tra i paesi che consumano più molluschi al mondo troviamo Cina, Australia, Canada, Giappone e Stati Uniti e Regno Unito. Ma la Puglia, è risaputo, ha anch’essa una lunga e vasta tradizione di piatti a base di questi prodotti del mare. Un motivo in più che dovrebbe spingerci tutti ad evitare di abbandonare rifiuti. Sempre il nostro concittadino ecologista Montepulciano ha inoltre recuperato anche alcuni metalli, conferiti presso uno stabilimento di recupero cui ricavato economico è stato devoluto in beneficienza a favore di parrocchie e associazioni di volontariato del territorio:

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