Rimossi alcuni striscioni ad Andria: polemiche fuori luogo in un giorno di dolore

Erano giunti in redazione nella giornata di ieri gli scatti fotografici, diffusi sul web anche sui social e da alcune testate online, che ritraevano prima degli striscioni con messaggi forti in occasione del 1° anniversario del 12 luglio 2016 e poi, successivamente, a potenziali polemiche scaturite dal fatto che in un successivo momento si era deciso di rimuovere quegli striscioni in città.

In una giornata di lutto e commemorazione, di ricordi, di dolore, la polemica, effettivamente, è risultata a dir poco fuori luogo e fuorviante. “12.07.2016 La tragedia è stata dimenticata da una politica disinteressata… Andria non dimentica!” – recitava uno striscione diffuso nella giornata di ieri ad Andria e poi subito rimosso.

 

Il tutto mentre i familiari delle vittime erano nei pressi dei binari tra i territori di Andria e Corato, mentre autorità locali erano in silenzio ad “ascoltare” il dolore di chi ha conosciuto quelle 23 anime innocenti. Molti ci hanno chiesto di scrivere qualcosa a tal proposito. Noi abbiamo preferito aspettare, nel rispetto di tutti. Attendere quelle ore di dovuto rispetto e silenzio. Di dolore e commemorazione. Si, anche di rabbia e di indignazione. Ma non occorrevano polemiche per strada. Non in un momento in cui tutti abbiamo avuto la possibilità di riflettere autonomamente in una giornata dove sono state diffuse tantissime immagini che sostanzialmente hanno parlato da sole.

 

La rabbia nei confronti di un sistema politico ed economico troppo spesso più attento al profitto piuttosto che alla vita della gente ha in alcuni casi preso il sopravvento ed è anche comprensibile. Eppure quel sistema rappresenta in qualche maniera la realtà italiana e andrebbe combattuto ogni giorno, non durante un momento di preghiera e commemorazione.

 

Si dovrebbe parlare di molte cose: del sistema in un viviamo, spesso fatto di clientelismo, di ipocrisia. C’è chi spesso, mosso da strumentazioni politiche, si riempie la bocca di belle parole ma invece spesso rappresenta proprio quella parte malata di Italia fatta di clientelismo, pressapochismo, raccomandazioni ed ipocrisia.

Tanta ipocrisia. Per questo la presenza di uno o più striscioni indignati per la politica spesso inesistente sul territorio nazionale possono essere comprensibili, ma al contempo non andavano utilizzati come oggetto di polemiche in una giornata dove la sobrietà e il rispetto dovevano essere forse esclusivi di una giornata difficile come quella del ricordo di una vera e propria strage.

 

Un sistema che non dimostra sovranità popolare effettiva, che sta svendendo i suoi beni pubblici: dall’acqua ai trasporti, passando per i servizi al cittadino alla sovranità monetaria che avrebbe da subito consentito di finanziare grandi progetti per l’intera popolazione senza dover attendere “elemosina” da Bruxelles. Senza mettere di mezzo quello o quell’altro partito. Inutile dividerci. I problemi sono evidenti e anche piuttosto vecchi, come anche gli effetti collaterali. E’ di questo che bisognerebbe parlare. Ma occorrerebbe farlo ogni giorno. Che senso aveva fare polemica durante un giorno di lutto?

 

Meno comprensibile è invece stato fare una polemica durante un giorno commemorativo che chiedeva solo rispetto per chi oggi non c’è più a causa di un drammatico evento che, come spesso detto, non è stato un “incidente”, ma una strage indelebile che resterà impressa nella Storia da qui a 100 anni. Ma perché non esprimere quella indignazione ogni giorno invece di farlo soltanto in un giorno solo?