Ritardi nei pagamenti: Andria 2° comune italiano tra i peggiori. Avanti c’è solo Napoli

Andria su un infelice “podio” del comuni italiani che pagano con più in ritardo. Lo ha stimato il Sole 24 Ore con una speciale classifica all’interno della previsti dalla Legge si aggirerebbero sui 30 giorni, con un massimo di 60 per via eccezionale. Ma per quanto riguarda Andria, la media di tempo lieviterebbe a circa 192 giorni. Non a caso, anche alcune cooperative andriesi avrebbero lamentato ritardi nei pagamenti. Dopo Andria ci sono Potenza (con una media di circa 180 giorni), Caserta (173) e Salerno (166). La media di Roma, stando a quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sarebbe di 54 giorni. Insomma, dalle amministrazioni guidate da qualsiasi partito e/o movimento, poche riescono nei fatti a pagare entro i famosi 30 giorni. Segno di un malessere generale in molti comuni d’Italia, che ad Andria si è manifestato con le modalità peggiori, superata solo dalla città di Napoli.

Indice forse anche di un Governo centrale che invece di elargire risorse pensa a dimezzarle. La colpa la si da sempre ad un Sindaco, ma guarda caso non pochi comuni d’Italia la questione è molto in “comune”. Al contempo resta comunque chiara la necessità dei comuni di non poter effettuare “spese pazze” se al varco sono ad attenderli decine, forse centinaia di imprese in attesa di pagamenti arretrati. Lavoratori che quelle risorse in alcuni casi le hanno in parte anticipate pur di non perdere un lavoro con la Pubblica Amministrazione, che si rivela non differente dal cliente “medio”. In parole povere, si perde anche la voglia di poter lavorare con le amministrazioni che, per un motivo o per l’altro, manifestano problemi con i pagamenti a lavori già effettuati da tempo. Un tempo questi fenomeni forse non avvenivano, un tempo lavorare con la PA poteva risultare persino un “privilegio” per pochi. Oggi sembra quasi si sia trasformato in una rogna per molti.

“«Denunciare», per la verità, è una parola grossa. Più di un mese fa il ministero dell’Economia aveva chiesto a tutti gli enti pubblici di inviare i propri dati per costruire il «cruscotto dei pagamenti» nella banca dati della pubblica amministrazione (Bdap), il nuovo ambizioso portale che punta a mettere online tutti i numeri chiave della Pa. Il traffico dei numeri però finora non ha prodotto nulla, e l’ultimo “cruscotto” esistente resta quello aggiornato all’aprile 2014. Preistoria” – si legge su Il Sole 24 Ore.

“La classica divisione fra Nord e Mezzogiorno ha un peso, perché fra le amministrazioni territoriali il 56% dei ritardatari è nel Centro-Sud e il tasso di concentrazione cresce al 65% se si guarda solo a chi mediamente impiega almeno 30 giorni più del previsto. Ma la geografia del problema è molto più frastagliata e non si lascia rinchiudere nel solito cliché” – si legge ancora su Il Sole 24 Ore – “i contratti non possono più bloccare la mora a carico delle amministrazioni troppo lente, ma in molti casi si preferisce o si è costretti a pagare di più invece che pagare più in fretta: in un circolo vizioso che aumenta i costi a carico dei contribuenti”.

Sempre in Puglia, tra i “ritardatari”, spicca poi la città di Lecce, fresca di nuova amministrazione, con una media di 116 giorni di tempo per i pagamenti. Tra le Province, quella di Barletta – Andria – Trani, di cui il Sindaco di Andria Nicola Giorgino è anche Presidente, si aggiudicherebbe invece una media di 43 giorni, paradossalmente ben lontana dalla realtà della PA andriese.

La classifica del noto quotidiano:

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